Insiste il leader della Lega sulle riaperture. Lo fa indicandolo come un obiettivo. Ma la pressione sul governo va oltre l’orizzonte epidemiologico. «Aprile. E aprire», spiega: «Cambia una lettera, ma quella lettera cambia la vita. Quello per cui sto e stiamo lavorando non è un sogno o un desiderio, ma un obiettivo, un dovere, una necessità». Il leader della Lega lo ribadisce ad Affaritaliani.it nel suo messaggio agli italiani per le festività di Pasqua. «Tornare a vivere. Tornare a vivere all’aria aperta, a lavorare nel negozio di famiglia, a bere un caffè al bar o mangiare una pizza la sera al ristorante, ad uscire dal liceo alla quinta ora per andare a casa della morosa a studiare, ad andare un’ora in palestra o il sabato a teatro, a spingere la figlia sull’altalena al parco o tifare la propria squadra in tribuna, a salutare i nonni (per ora senza abbracci) dopo mesi di sorrisi solo dai balconi». Quindi, indica la strada: il piano vaccinale che deve correre, correre, fino a 500 mila vaccinazioni al giorno. E attacca: «Senza nessun rimpianto per Arcuri ma ringraziando Figliuolo e Bertolaso». «Correndo -continua Salvini- per un Maxi Decreto che preveda rimborsi economici importanti e abbondanti per chi ha perso tanto, a volte tutto, ma resiste».
