Batosta dal Cerved: entro fine anno 1,9 milioni di lavoratori potrebbero perdere il posto

La pandemia di Covid rischia di portare la disoccupazione fino al 17%, mentre potrebbe far crollare gli investimenti delle imprese di 65 miliardi. E’ quanto emerge dal rapporto Italia Sostenibile 2021, la prima mappa data-driven che misura la sostenibilità economica, sociale e ambientale del Paese realizzato da Cerved.

Nel rapporto si prevede una perdita di posti che, in caso di ritardi nelle campagne vaccinali e di spesa dei fondi del Pnrr, potrebbe arrivare fino a 1,9 milioni di lavoratori, con il tasso di disoccupazione che aumenterebbe dal 10% al 17% entro la fine dell’anno. A pagare il prezzo più alto sarebbero le province turistiche e con una maggiore presenza di settori colpiti dal rallentamento del commercio internazionale. Il tasso di disoccupazione potrebbe raggiungere il 20% a Rimini, il 18% a Prato, il 15% a Venezia, Firenze, Aosta, Livorno, Milano.
Gli effetti della pandemia sulla disoccupazione potrebbero essere particolarmente gravi per la condizione giovanile nelle aree in cui si osserva già un elevato numero di ragazzi che non studiano e non lavorano (NEET), come Messina, Trapani, Sassari.

Le imprese potrebbero ridurre gli investimenti di 65 miliardi di euro con conseguenze sulla sostenibilità del Paese, in particolare per la capacità del sistema produttivo di contribuire alla doppia transizione, digitale e ambientale. Una situazione che potrebbe impattare maggiormente sul Mezzogiorno, ampliando ulteriormente i divari relativi alla digitalizzazione, alla tutela del territorio, all’inquinamento.

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