La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni teme sullo scarso coinvolgimento del Parlamento sulle decisioni del Recovery. «Il Parlamento – ricorda lei – si è espressa su quello di Conte, ma su questo ci si deve dare il tempo per esaminarlo». Sul punto non si transige e FdI è disposto a lavorare «giorno e notte». «Non si pensi di bypassare il Parlamento – avverte la Meloni -. Non ci staremo». I rilievi della destra diventano di merito quando l’intervista passa ad esaminare i provvedimenti legati ai sostegni e alle riaperture. Sui primi FdI incassa una significativa vittoria sulla revoca delle risorse del cashback, circa 5 miliardi, dal Recovery.
«Questa nostra battaglia è stata accolta», sottolinea la Meloni, che però avverte Draghi sulla bomba sociale innescata dalla pandemia. La sua proposta e di buon senso: pagare mensilmente la Cig e tenere conto nei ristori «non solo del fatturato perso ma anche dei costi fissi come gli affitti». Toni più ultimative sulle riaperture. «Deve sparire – dice – la parola “coprifuoco“. Ora basta». Quanto al centrodestra, la Meloni ribadisce quanto detto in altre occasioni e cioè che la divergenza di posizioni rispetto al governo non mette in pericolo l’alleanza.
Precisa che la mozione di sfiducia a Speranza «non è un attacco alla Lega», ma un atto che caratterizza l’opposizione. «Anche Salvini – ricorda la propose contro Gualtieri». E anche la presidenza del Copasir «è un tema del rapporto maggioranza-opposizione» e «non una guerra FdI-Lega». È arrivato, tuttavia, la necessità di parlarsi. Anche perché le amministrative incombono. Al momento non ci sono candidati. «Quando ci vedremo – conclude la Meloni – ci confronteremo e renderemo pubbliche le nostre decisioni».
