Beppe Grillo non sa più come difendere suo figlio dalle accuse di stupro. Sono chiamati a rispondere di violenza sessuale di gruppo, oltre al ventenne Ciro Grillo, gli amici Edoardo Capin, Francesco Corsiglia e Vittorio Laura. I quattro, assistiti da un pool di avvocati genovesi, giovedì 15 aprile sono stati sentiti in procura a Tempio dal pm Capasso e dalla sostituta Bassani. Massimo riserbo sul loro interrogatorio da parte degli inquirenti. Anche i legali degli indagati si sono trincerati dietro un assoluto silenzio. Uno solo si è limitato a ribadire che gli accusati hanno confermato la loro versione nei fatti respingendo le accuse. In pratica – questa è la linea della difesa – non vi fu violenza perché i rapporti sessuali furono consenzienti. Una tesi sostenuta anche da Beppe Grillo ieri in un video in cui il comico e garante politico MSS difende il figlio.
Parole che non sono piaciute ai genitori della ragazza. «Siamo distrutti. Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante», riferiscono in una nota diffusa dall’avvocato Giulia Bongiorno i genitori della giovane che ha denunciato per stupro il figlio di Beppe Grillo e altri tre coetanei. «Cercare di trascinare la vittima sul banco degli imputati, cercare di sminuire e ridicolizzare il dolore, la disperazione e l’angoscia della vittima e dei suoi cari sono strategie misere e già viste, che non hanno nemmeno il pregio dell’inedito», concludono.
