“Abbiamo buttato otto mesi ma siamo sempre nel caos”. Governo bocciato da Senaldi

Pietro Senaldi ha già bocciato il Governo di Mario Draghi in un articolo di Libero il Quotidiano. “Al momento, elementari a parte, la presenza in classe è ridotta al 50%, ma a partire da lunedì prossimo è previsto il pienone, tutti sui banchi. Neanche a settembre scorso, quando i morti per Covid erano una quindicina nei giorni più neri ed eravamo convinti che con i banchi a rotelle sarebbe rotolato via ogni contagio, i ragazzi dei licei entravano in aula a ranghi completi. La presenza scolastica ridotta non servì a scongiurare la seconda ondata, tant’è che a fine ottobre gli studenti dai dodici anni in su furono tutti rispediti a casa e quando, dopo le vacanze di Natale, vennero riammessi in classe, partì subito il terzo giro di infezioni. A quel punto si scatenò il panico e il nuovo governo, appena insediato ma già nel caos, decise di sospendere per un mese le lezioni in presenza perfino alle elementari, esattamente a un anno di distanza dal provvedimento che mise tutti in didattica a distanza dall’oggi al domani.

 

Non vorremmo essere equivocati. Siamo d’accordo che si impara sui banchi e non sul divano e che, tenendo chiuse le classi, si allevano generazioni senza futuro. In linea teorica siamo felici del ritorno in aula dei ragazzi, solo non ci tranquillizza il modo. Sulla scuola i nostri politici sono peggio dei ripetenti, fanno le stesse cose dell’anno prima, ma come se si cimentassero per la prima volta, quindi senza aver fatto tesoro degli errori. Per la terza volta consecutiva si richiamano gli studenti sui banchi senza aver fatto alcunché per metterli in sicurezza. Proprio dalla scuola arriva per i giovani il più eclatante esempio di sciatteria, lassismo, incompetenza e indifferenza alla salute pubblica. I ragazzi sono stati reclusi per mesi, gli si è negato di vivere come Dio comanda la loro gioventù per preservare la salute dei più anziani ma nessuno si è preoccupato della loro.

 

Tra agosto e ottobre scorsi i contagi tra cittadini in età scolare sono aumentati di oltre il mille per cento nella decade tra i dieci e i diciannove anni, che ha registrato anche il maggior incremento in termini di valore assoluto. In questo mese è bastata una settimana in classe a metà perché le infezioni crescessero del 10% mentre la ripresa di gennaio-febbraio le aveva fatte salire del 100%. Malgrado i dati inequivocabili, le scuole riaprono il 26 aprile prossimo più del 15 settembre scorso. Per la verità, una cosa si era fatta per la ripresa in sicurezza: avevamo iniziato a vaccinare, come categoria con diritto di precedenza, sia gli insegnanti, perfino chi teneva corsi a distanza, sia il personale scolastico non docente”.

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