“E’ stato detto che danno al Sud il 40% delle risorse: non è così”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta Facebook del venerdì. “Per arrivare al 40% di risorse – ha spiegato De Luca – hanno utilizzato un capitolo finanziario che già esisteva, quello del Fondo sviluppo e coesione, che raccoglieva risorse già destinate al Sud. Hanno preso prima 40 miliardi di euro e li hanno messi in questo piano. Poi c’è stato un passo in avanti positivo, hanno ridotto a 15 i miliardi spostati dal Fsc sul programma di rilancio dell’Italia. Ma questo 40% di cui parlano è il risultato di questo trasferimento di risorse. Non è una percentuale interna ai fondi destinati al piano di rilancio”. Secondo De Luca “se vogliamo affrontare seriamente il problema del Sud dobbiamo fare l’operazione che ha fatto la Germania dopo la caduta del Muro di Berlino: la Germania ha preso in mano la parte del suo territorio ex comunista e nel giro di 20 anni, con un impegno prima di tutto ideale, ha riunificato in termini di sviluppo il Paese, risolvendo quella che per noi è la questione meridionale e per loro era il sottosviluppo della Germania ex comunista. Queste operazioni si fanno sulla base di una grande operazione ideale e di una grande forza politica. Questo in Italia non sta accadendo”.
“Il titolo del piano di sviluppo dell’Italia, Pnrr, è non è una sigla ma un convoglio ferroviario. Chi ha scelto questo titolo meriterebbe due anni di carcere, è uno capace di qualunque delitto” ha poi affermato il presidente della Regione Campania. “Resilienza – ha aggiunto – è una parola il cui significato è sconosciuto al 99% dei cristiani normali, che si guadagnano la vita con il sudore della fronte”. “I francesi hanno parlato di piano di rilancio, noi di Pnrr, come le sigle che si danno alle galassie di nuova scoperta. Resilienza è una parola inventata da quelli che negli ultimi anni sono passati dall’essere fiduciosi a essere confidenti. Oggi siamo confidenti, perché fa più radical chic. Siamo evidentemente e rimaniamo figli del barocco, dell’arcadia, il burocratismo è quasi un dato genetico incancellabile del nostro paese. Se partiamo così’, a cominciare dal titolo che diamo al piano di sviluppo, credo che ci siano tutti i motivi per non avere grande fiducia nel futuro. ovviamente siccome non abbiamo alternative siamo obbligati a essere confidenti, ma c’è da avere qualche preoccupazione”.
