Cosa ha rivelato l’Istat sull’Italia del lavoro?

L’Italia del lavoro: qual è la fotografia dell’occupazione in questo anno nero segnato dalla pandemia?

Gli ultimi aggiornamenti Istat di marzo 2021 hanno descritto la situazione difficile del nostro Paese per i lavoratori. Luci – poche – e ombre del presente e del futuro occupazionale italiano.

Donne e giovani continuano ad essere l’anello debole della catena dei diritti e delle opportunità di impiego.

Cosa ha rivelato l’Istat sull’Italia del lavoro?

Dalle parole ai numeri: se il primo maggio suscita importanti riflessioni e analisi sulle reali condizioni dei lavoratori, per capire di cosa stiamo parlando servono i numeri.

Quelli Istat di marzo 2021 hanno svelato in quale direzione sta andando l’occupazione nazionale in questi mesi neri colpiti dalla pandemia.

Innanzitutto, occorre sottolineare che, in confronto a febbraio 2021, il mese di marzo ha visto una crescita dell’occupazione, con disoccupati e inattivi in diminuzione. Nello specifico, si è registrato un +0,2%, pari a 34.000 lavoratori in più. Il tasso di occupazione è salito al 56,6% con un +0,1%.

Il dato incoraggiante, però, è stato subito offuscato da dettagli poco rincuoranti. Come spiegato dall’Istat:

“Prosegue anche a marzo la lieve crescita dell’occupazione registrata a febbraio. Ciononostante, rispetto a febbraio 2020, ultimo mese prima della pandemia, gli occupati sono quasi 900 mila in meno e il tasso di occupazione è più basso di 2 punti percentuali”

Non solo, guardando nel dettaglio il singolo dato positivo di marzo 2021 rispetto al mese precedente, sono emersi risultati differenziati.

I lavoratori, nel mese, sono aumentati tra uomini, dipendenti a termine e autonomi. Ma nella fascia di età 35-49 anni e nelle categorie donne e dipendenti permanenti, gli occupati sono stati in calo.

Chi è in cerca di lavoro sta crescendo tra le donne e i giovani di 15-24 anni, tanto che il tasso di disoccupazione è sceso al 10,1% (-0,1 punti) e salito tra i giovani al 33,0% (+1,1 punti).

Il bilancio da inizio pandemia, febbraio 2020, ad oggi si è confermato drammatico per il mondo del lavoro in Italia.

L’Istat ha evidenziato che da febbraio 2020:

“L’occupazione è diminuita per tutti i gruppi di popolazione, ma il calo risulta più marcato tra i dipendenti a termine (-9,4%), gli autonomi (-6,6%) e i lavoratori più giovani (-6,5% tra gli under 35). Sempre rispetto a febbraio 2020, nonostante il numero di disoccupati risulti stabile, il tasso di disoccupazione aumenta di 0,4 punti e il numero di inattivi è ancora superiore di oltre 650 mila unità, con il tasso di inattività più alto di 2 punti”

Un passaggio chiave dei dati Istat ha indicato che le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione – registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a
gennaio 2021 – hanno determinato un crollo tendenziale dell’occupazione (-2,5% pari a -565mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-353mila) e autonomi (-212mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 1,1 punti percentuali.

Il primo trimestre 2021 ha visto calare il livello occupazionale di 1,1%, corrispondente a 254.000 unità rispetto al trimestre precedente.

Infine, rispetto a marzo dello scorso anno, le persone in cerca di lavoro sono balzate del +35,4%, pari a +652mila unità, a causa dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio
dell’emergenza sanitaria.

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