Gianni Rivera ospite di Porta a porta, rivela di non volersi vaccinare contro il Covid: “No, non ci penso proprio”, risponde senza tanti giri di parole alla domanda di Bruno Vespa.
Incalzato da Vespa, che gli chiede il motivo di questa resistenza, Rivera, Pallone d’oro nel 1968, risponde senza tentennamenti. “Perché ho delle notizie negative, qualcosa già si sente. Qualcosa si sa o si viene a sapere. E alcuni virologi dicono proprio di evitare”. “Io – conclude Rivera tra il gelo e lo stupore degli altri ospiti in studio – ho fatto il tampone stamattina ed è risultato negativo. Io sono tranquillissimo”.
Parole difficili da mandare giù. Nel bel mezzo della capillare campagna vaccinale. “Così ci rimango male”, ha risposto Vespa. “E se sono tra quelli sfortunati che vengono vaccinati e muoiono?”, risponde l’ex milanista. “Ma dai,” sbotta il conduttore di Porta a porta. “Alla tua età non è morto nessuno, neppure ricoverato». Ma l’ex calciatore non molla. “Se facessi parte della percentuale bassissima, mi darebbe fastidio”. Nulla da fare. In studio anche Alberto Matano che replica ‘stupefatto’. Malgrado la grande stima per Rivera. “Io ho 48 anni, ho aspettato il mio turno e mi sono vaccinato una settimana fa ed è stato indescrivibile. È stato momento quasi di gioia che non mi aspettavo. Dopo quello che abbiamo vissuto e raccontare tutto questo, quando è arrivato il momento del vaccino anche per me l’ho accolto con grande sollievo».
Le parole del mito del calcio italiano scatenano un putiferio sui social. Tra i commenti più duri quello di Roberto Burioni. “Campioni nello sport, ma babbei nella vita”, scrive il virologo su Twitter. “Che amarezza – aggiunge – pensando a quanto gli sportivi potrebbero fare per il bene comune“.
