L’economia dell’area euro sta gradualmente ripartendo ed è atteso un “netto miglioramento nella seconda metà del 2021, via via che i progressi nelle campagne di vaccinazione consentono di allentare ulteriormente le misure di contenimento”. Lo scrive la Bce nel bollettino economico, che nota come “allo stesso tempo permangono incertezze”. In particolare, “la pandemia in corso, con il diffondersi delle varianti del virus, e le sue implicazioni per le condizioni economiche e finanziarie continuano a rappresentare una fonte di rischi al ribasso”.
Come misura complementare agli interventi di bilancio nazionali, ci si attende che lo strumento Next Generation Eu svolga un ruolo chiave, contribuendo a una ripresa più rapida, solida e uniforme” si legge nel bollettino mensile della Bce, in cui si evidenzia che “esso dovrebbe aumentare la capacità di tenuta economica e il potenziale di crescita degli Stati membri dell’Ue, soprattutto se le risorse saranno destinate a una spesa pubblica produttiva e saranno accompagnate da politiche strutturali volte a migliorare la produttività. Secondo le proiezioni macroeconomiche di giugno, tra il 2021 e il 2023 la combinazione di sovvenzioni e prestiti connessi con Next Generation EU dovrebbe fornire uno stimolo aggiuntivo pari a circa lo 0,5 per cento del Pil all’anno”.
Inoltre, l’inflazione dell’area è aumentata negli ultimi mesi «principalmente a causa di effetti base, fattori transitori e un incremento dei prezzi dell’energia» e la tendenza continuerà nella seconda metà dell’anno ma le previsioni indicano «un aumento graduale» nell’orizzonte di medio periodo. L’istituto guidato da Christine Lagarde, quindi, sottolinea come occorra ancora un orientamento «molto accomodante» della politica monetaria: i tassi di interesse di mercato sono aumentati ulteriormente e ciò potrebbe tradursi in un inasprimento delle condizioni di finanziamento che sarebbe «prematuro e rappresenterebbe un rischio per la ripresa economica in atto e le prospettive di inflazione».
