Confermato l’accordo del G20 sulla minum tax del 15% per le multinazionali.
Le parole del segretario del Tesoro USA Yellen del 10 luglio sono andate in questa direzione di positività:
“C’è ancora molto lavoro da fare, ma sono davvero fiduciosa che con il crescente consenso siamo sulla strada di un regime fiscale che sarà equo per tutti i nostri cittadini”
La difficoltà è nello stabilire un’aliquota aziendale minima. Si prevede che le imprese con un fatturato superiore ai 750 milioni di dollari abbiano una tassazione degli utili pari ad almeno il 15%.
Per le aziende con un fatturato oltre i 20 miliardi di dollari e margini operativi più alti del 10% dei ricavi, la proposta è che gli utili corrispondenti al 20-30% dei profitti in eccesso rispetto a quel 10%, verranno sottoposti a tasse negli Stati dove generano ricavi le società.
USA ed Europa non sono sembrate favorevoli alla digital tax, in vigore in alcuni Paesi europei, Italia compresa.
Gli USA vorrebbero che con l’introduzione della tassa minima globale sulle multinazionali venga eliminata la web tax. Quest’ultima, si ricorda, grava soprattutto sui colossi americani come Facebook e Google.
Al centro delle discussioni anche il discorso clima. Il segretario del Tesoro, Janet Yellen, ha affermato: “I Paesi del G20 hanno una grande responsabilità nell’adottare i prossimi passi necessari a portare un approccio alla decarbonizzazione all’interno delle nostre economie e prendere decisioni difficili dal punto di vista economico. Siamo responsabili per oltre l’80% delle emissioni globali quindi è nostra responsabilità adottare misure e farlo subito”, ha detto Yellen, mentre la direttrice del Fmi ha chiesto un “forte segnale sui prezzi delle emissioni di Co2” per centrare gli obiettivi al 2050.
Il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, ha ricordato che gli investimenti verdi sono “uno dei pilastri” della strategia dell’Unione, mentre sul fronte di una tassazione green “è un’ora o mai più”. “Bisogna trovare un equilibrio tra ambizione e necessita’ di cooperazione globale, ben consapevoli dei rischi politici” ha continuato Gentiloni. Da parte sua l’Ue presenterà la settimana prossima “un grande pacchetto” sul clima che si baserà sull’estensione a nuovi settori del sistema del trading di emissioni di Co2, sulla “revisione della direttiva sull’energy tax che ha 20 anni e sta incentivando il ricorso ai combustibili fossili invece che a quelli verdi” e su “un meccanismo di aggiustamento del prezzo del carbonio alle frontiere, una proposta che non sarà discriminatoria”.
