M5S, trovato l’accordo tra Conte e Grillo. Rimangono contrasti su riforma Giustizia

Beppe Grillo e Giuseppe Conte sembra abbiano trovato un accordo, anche se rimangono i dissidi. Per il fondatore M5S, Conte non è in grado di essere unico leader. “Lui non può risolvere i problemi del M5s. Non ha visione politica né capacità manageriale”, aveva scritto sul suo blog.

 

Il nuovo accordo non è stato ancora divulgato, ma nonn c’è ancora intesa sulla questione del “terzo mandato”. Quali sono stati i punti di scontro?

Primo motivo di litigio è stato sul ruolo del Garante (art 8. dello statuto) che prevedeva (o prevede non sappiamo ancora il contenuto del nuovo statuto) “il potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme del presente Statuto”.

L’altro grande motivo di contrasto è stata ed è la questione dei due mandati come limite per ricandidarsi. A rischio rielezione erano in molti, circa 83 grillini (quelli eletti nel 2013) tra cui nomi come Luigi Di MaioRoberto Fico, Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Vito Crimi, Nicola Morra, Danilo Toninelli, Laura Castelli, Riccardo Fraccaro, Barbara Lezzi.

Beppe Grillo e Giuseppe Conte hanno definito concordemente la nuova struttura di regole del M5s.

Sono pienamente soddisfatto dell’accordo raggiunto con Grillo, con il quale in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi direttamente più volte. Ora ci sono tutte le condizioni per partire e rilanciare il Movimento: piena agibilità politica del presidente, netta distinzione tra ruoli di garanzia e ruoli di azione politica, grande entusiasmo e chiaro sostegno al progetto politico”, spiega Conte. Che prova ad archiviare le divergenze: “È il momento di lasciarci alle spalle le ombre di questi giorni difficili. I momenti duri sono utili se ci aiutano a individuare la giusta strada da percorrere, le insidie da scansare. Il Movimento 5 Stelle si rialzerà più forte”.

Tutti i maggiorenti del Movimento ringraziano il lavoro di mediazione portato avanti dal comitato dei 7 nominato da Grillo. Il leader in pectore e il garante si sentiranno ancora nei prossimi giorni per definire i dettagli sulle procedure di votazioni per la nuova guida pentastellata.

Anche Luigi Di Maio esulta: “Questa intesa è frutto della vostra volontà di tenere unito il Movimento. Grazie anche agli altri 6 componenti del direttivo per l’efficace lavoro svolto. Finalmente il Movimento può ripartire con una leadership forte”.

Gli fa eco il presidente della Camera Roberto Fico, altro pontiere nel dialogo: “Ognuno di noi ha fatto la propria parte per il bene del Movimento, l’accordo per il nuovo statuto segna un punto decisivo per il rilancio di cui tutti conosciamo bene l’urgenza”.

 

Mentre la parlamentare Giulia Sarti avrebbe chiesto le scuse da parte dei ministri pentastellati, che invece di astenersi hanno votato il testo elaborato dalla ministra Marta Cartabia. Una critica che sarebbe stata condivisa anche dalla vice presidente della Camera Maria Edera Spadoni. Anche il senatore Gianluca Ferrara ribadisce: “La prima cosa da fare è lavorare per modificare la riforma sulla Giustizia. Mi auguro che i miei colleghi in commissione Giustizia possano emendarla”.

 

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