Un’emergenza nell’emergenza che Roma si trova ad affrontare, mentre la tensione tra l’amministrazione capitolina e la regione sale. Mucchi di spazzatura accanto ai secchioni stracolmi. Scarti ancora non portati fuori dalla capitale.
Una situazione resa ancora più critica da discariche e termovalorizzatori al momento inutilizzabili. Mentre le temperature estive aumentano, i cittadini protestano.
Un problema che esiste da tempo e che si è aggravato dopo la chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013. La città che non riesce in modo autonomo a smaltire i rifiuti, è costretta a farlo in altre regioni italiane.
Ma il problema non si abbatte solo sui cittadini, ma anche sul settore ristorazione. La Fiepet Confesercenti di Roma e Lazio, rappresenta circa 4.000 esercizi nella capitale. I dati parlano di incassi ridotti a causa dell’emergenza.
Gabriele gestisce un ristorante nel centro di Roma e ci racconta il suo problema.
Nel centro storico I cassonetti sono vietati e quando la raccolta porta a porta non è garantita i gestori devono arrangiarsi come possono.
Katia Ziantoni, assessora ai rifiuti e al risanamento ambientale, che si occupa di politiche per la gestione dei rifiuti a livello municipale spiega che sebbene la responsabilità non sia interamente dell’amministrazione capitolina. Il tema rischia di ostacolare la rielezione del sindaco Virginia Raggi.
Il presidente della regione Lazio Zingaretti a sua volta ha minacciato il commissariamento di Roma per manifesta incapacità. Il ministero della Transizione ecologica è dovuto intervenire nei giorni scorsi per facilitare il dialogo tra le due parti sotto gli occhi attenti dell’Ue che segue da vicino la gestione dei rifiuti nel Lazio.
