Potenze come Cina e non solo hanno frenato sulla decarbonizzazione, importante nodo da sciogliere. Perché il freno su questi temi è arrivato soprattutto dalla Cina? Questioni di opportunità economica.
Negoziati faticosi e senza un completo successo al G20 Ambiente di Napoli. Lo schema si è ripetuto: da una parte blocco UE e USA, dall’altra Cina, Russia, India e altre nazioni emergenti.
Perché Pechino ha frenato sulla decarbonizzazione entro il 2050? L’ambizioso target contro l’inquinamento è visto come troppo veloce per Paesi ancora fortemente impegnati nel fronte crescita economica.
Basterà un dato per capire come si stanno muovendo le potenze mondiali nell’ambito della neutralità carbonica: dal 2000 al 2019 la Cina ha emesso +204% di CO2, mentre da USA e UE sono giunte percentuali negative (rispettivamente -12% e -21%).
Anche l’India ha registrato un incremento delle emissioni inquinanti nel periodo in considerazione: +167%.
Paesi enormi, che ancora non si sentono pronti a finanziare la transizione. D’altronde, nel settembre scorso, il presidente cinese Xi Jinping aveva affermato che il suo Paese mira al picco delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e alla neutralità del carbonio entro il 2060.
