Mancando la certezza su quali conti correnti dei debitori siano capienti per il recupero delle somme iscritte nei ruoli, la Risocossione dà il via ai pignoramenti al buio. Come comunica Italia Oggi, l’Ader non ha nemmeno la possibilità di effettuare accessi anticipati e massivi all’archivio dei rapporti finanziari, in modo da poter selezionare, in anticipo, quali debitori hanno somme in deposito che giustifichino un’attività di pignoramento presso terzi. Sono queste le principali limitazioni all’utilizzo della banca dati dei rapporti finanziari per le attività di riscossione coattiva dei crediti a ruolo, evidenziate nella relazione 2021 sulla riscossione che l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha inviato al Parlamento (si veda ItaliaOggi del 22/7/21). L’archivio dei rapporti finanziari in anagrafe tributaria, si legge nella relazione, è concepito per essere utilizzato per le attività di controllo e verifica fiscale e non per le attività di riscossione. Le informazioni che gli intermediari finanziari, devono inviare all’anagrafe tributaria, rispondono infatti a finalità di analisi e selezione del rischio di evasione e non risultano pertanto adatte né per le attività di recupero coattivo del credito né per le attività di gestione ed erogazione dei rimborsi fiscali. In questo senso, si legge ancora nella relazione, basta riflettere sul dato relativo alla giacenza dei conti correnti che avviene attraverso una comunicazione con cadenza annuale, da effettuarsi entro il 15 febbraio dell’anno successivo rispetto al quale tale informazione deve essere comunicata. Le informazioni relative alle giacenze dei conti sono, di fatto, inutilizzabili ai fini dei pignoramenti dell’agente della riscossione. Il dato presente in anagrafe tributaria fa infatti riferimento ad un saldo ormai lontano nel tempo che nel frattempo potrebbe essere totalmente variato, sia nell’entità che addirittura nella sua esposizione (dare o avere).
Oltre a tali questioni tecniche vi è anche un ulteriore elemento: l’enorme numero dei soggetti iscritti a ruolo che l’agenzia della riscossione dovrebbe monitorare e aggredire coattivamente.
Nella relazione si parla infatti di ben 18 milioni di debitori nei confronti dei quali sono iscritte somme a ruolo non riscosse. Per rendere più conforme all’attività di riscossione l’anagrafe dei conti correnti, l’Agenzia della riscossione propone al legislatore di introdurre nuovi obblighi di comunicazione all’anagrafe tributaria modificando l’articolo 11 del Dl.201/2011.
Nello specifico, occorrerebbe introdurre una maggiore frequenza nella trasmissione delle informazioni relative alle giacenze dei conti e dei rapporti finanziari. Secondo l’Ader la frequenza ottimale potrebbe essere quella mensile che consentirebbe di avere informazioni alla capienza dei conti dei contribuenti.
