Con 396 sì, la riforma del processo penale ottiene l’ok dalla Camera. Rimangono però le tensioni e per due volte la maggioranza si spacca: prima su un ordine del giorno di FdI (bocciato) sulla responsabilità diretta dei magistrati, con Lega e Forza Italia che si astengono nonostante l’esecutivo avesse dato parere negativo.
Poi su un ordine del giorno sugli ecoreati da sottoporre al regime speciale previsto per mafia, terrorismo, droga e violenza sessuale, per i quali si prevedono delle deroghe all’istituto della improcedibilità. In questo caso è il Movimento 5 stelle a votare a favore, assieme ad alcuni esponenti di Leu, seppure il governo avesse tentato di riformulare il testo della verde Muroni, modifiche però non accettate. L’ordine del giorno viene respinto per soli 5 voti.
Centrodestra ed ex giallorossi minacciano di compromettere la “lealtà” a Draghi. Il renziano Giachetti attacca Leu per le parole di Travaglio sul presidente del Consiglio, il capogruppo Fornaro lascia il suo posto e si dirige verso i banchi di Iv.
L’intervento e i ripetuti richiami del presidente Fico riportano la calma ed evitano il peggio. Nel mezzo Italia viva, che rivendica: “Chi si riempie la bocca di senso di responsabilità dovrebbe quantomeno essere coerente, altrimenti restano solo parole al vento, più utili alla propaganda che al bene del Paese”.
Non sono le uniche tensioni che si registrano in giornata tra le fila della maggioranza: al Senato è scontro aperto tra renziani, dem, pentastellati e Leu sul ddl Zan, il cui esame in Aula slitta a settembre. Nel frattempo, in commissione alla Camera vengono depositati 1.300 emendamenti al decreto sul green pass in vigore da venerdì prossimo, oltre 900 quelli della Lega.
