Migranti: 9 su 10 rimangono in Italia. Riunione con l’Europa solo dopo Ferragosto

Secondo un retroscena del Giornale “Draghi ha avuto una conversazione telefonica con Kais Said, presidente della Repubblica tunisina. E al centro dei colloqui c’è stata anche la gestione dei flussi migratori”. E  il ministro dell’Interno ha chiesto formalmente a Bruxelles un «cambio di passo urgente sull’immigrazione». Lamorgese ha chiesto la convocazione di un consiglio Ue Affari interni straordinario per valutare un «urgente un cambio di marcia negli interventi sulla politica migratoria».

Solo dopo Ferragosto avverrà una riunione con l’UE, quando ormai la situazione sarà irrecuperabile. La Lamorgese chiederà, leggiamo,  “l’attivazione immediata di un meccanismo che coinvolga gli Stati membri per consentire un approdo sicuro e compatibile con il Covid-19 alle navi delle Ong con bandiera europea”. E rilancerà “i principio di solidarietà tra gli Stati membri per la redistribuzione obbligatoria dei migranti salvati in mare”. Ma gli appelli all’Europa fino ad ora non hanno funzionato.

Secondo i dati, 9 italiani su 10 restano sul nostro territorio. E rimpatri e ricollocamenti non sono che un bluff che grava sulle tasche degli italiani. I dati parlano chiaro: tra ottobre 2019 e marzo 2021, i tanti sbandierati accordi di Malta hanno ricollocato solo 990 persone delle 44.300 sbarcate nello stesso periodo in Italia, pari al 2,2%. E per i rimpatri – leggiamo sul Giornale- le cose non vanno meglio. Nel 2020 sono stati rimpatriati solo 3.351 migranti dei 34.133 giunti sulle nostre coste; ovvero appena il 9,8 per cento del totale. Mentre nei primi mesi dell’anno in corso sono stati 1.097.

 

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