Durante gli ultimi giorni, in contemporanea con la discussione in Parlamento sul decreto Reclutamento, sono stati siglati accordi tra il ministro della Pa Renato Brunetta e il Cup (Comitato unitario delle professioni) e la Rpt (Rete delle professioni tecniche); poi è stata la volta del Consiglio nazionale dei commercialisti, che è stato seguito a stretto giro da Assoprofessioni.
Il primo protocollo è stato siglato lo scorso 16 luglio a palazzo Vidoni tra il ministro Brunetta e ProfessionItaliane, la nuova organizzazione che racchiude al suo interno il Cup e la Rtp. L’accordo avrà un orizzonte temporale di almeno cinque anni, durante i quali ProfessionItaliane, insieme ai Consigli nazionali aderenti, si impegnerà «ad amplificare la diffusione delle opportunità di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, anche attraverso la realizzazione o l’implementazione di piattaforme digitali anagrafiche a disposizione degli iscritti a ordini e collegi e collegate al portale del reclutamento».
L’accordo con i commercialisti è stato invece firmato il 4 agosto. L’obiettivo principale del protocollo, in questo caso, è quello di «individuare il maggior numero possibile di professionalità da sottoporre alle procedure di selezione comparativa e pubblica indette dalle pubbliche amministrazioni per reclutare il personale necessario alla realizzazione dei progetti del Pnrr», fanno sapere dal Consiglio nazionale.
Sempre il 4 agosto, infine, è stata la volta di Assoprofessioni, che ha siglato un accordo «che impegna le parti alla collaborazione tecnica e organizzativa per incrementare le funzioni di ricerca del Portale del reclutamento, il nuovo spazio virtuale che incrocerà la domanda e l’offerta di lavoro pubblico», come spiegato dal presidente di Assoprofessioni Giorgio Berloffa.
