Ora che la battaglia sulle pensioni tra Letta e Salvini è appena iniziata, vale la pena ricordare chi è la professoressa Elsa Fornero, madre della Legge che il centrodestra rifugge come il diavolo e che invece il segretario dem vorrebbe si ripristinasse. Un ritratto al vetriolo della ministra “lacrime e sangue” ce lo fornisce l’editorialista di Libero Giancarlo Perna, penna acuminata. Il ritratto della Fornero riprende e aggiorna quello di qualche tempo fa e esce in un libro insieme a una raccolta di altri profili di politici da lui “accarezzati”. “Facce da Casta 2” verrà allegato a “Panorama” e alla Verità”.
“In generale, il breve singhiozzo del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha avuto un successo strepitoso. Gli italiani hanno gradito essere compatiti da chi li bastonava. Un ritorno all’infanzia quando mamma ci metteva in punizione col ciglio umido mormorando: «Lo fo pel tuo bene, piccino mio». Sui giornali ci si rallegra che anche i ministri abbiano un’anima e un sito proclama Fornero «la ministra più bella del mondo», in senso figurato e spirituale. Agli osanna non si è sottratto il presidente Giorgio Napolitano“. Un esordio ironico niente male per una ministra che ha fatto piangere gli esodati con il suo pasticcio. Per anni in virtù – si fa per dire – della sua legge che ritardava l’addio al lavoro, tanti rimasero senza pensione e senza lavoro. Il segretario del Pd Letta, che tanto ha a cuore abolire Quota 100 per tornare alla legge Fornero, non se ne ricorda o non gli interessa.
“Chi conosce Elsa Fornero – prosegue Perna – non si meraviglia se cede alle emozioni, tanto è forte lo scrupolo con cui fa le cose. È donna di forti e meditate convinzioni pronta a battersi per imporle”. “È pane e pensione, passione assorbita dal suo maestro ed esimio cattedratico, Onorato Castellino”. Ancora: “La ministra è anche consorte dell’economista Mario Deaglio, professore a sua volta. Editorialista della Stampa e direttore del Sole 24 ore, all’epoca della presidenza confindustriale di Vittorio Merloni (primi ’80). (…) Furono nei primi anni ’90 tra i promotori di Alleanza per Torino, movimento progressista che impose come sindaco Valentino Castellani, uno del gruppo deagliesco e docente pure lui. Elsa divenne consigliere comunale e quello fu il debutto in politica”. Il suo mondo è quello finaziario-progressita della Torino bene.
“Il suo carattere emerse per intero nell’aula consiliare. Pignola da matti, non le andava bene nulla – scrive l’editorialista-. Parlava col tono «guarda, caro, adesso ti dico come si fa». Con voce ferma triturava il malcapitato”. “Fornero non conosce giri di parole e ignora la diplomazia. Se ne fosse a capo, dovremmo raddoppiare gli armamenti. Già tendenzialmente guerresca, ha un di più di aggressività dovuta alla fede femminista. Perciò, le hanno dato anche il ministero delle Pari opportunità. Proprio un paio d’ore prima di commuoversi, ha fatto un liscio e busso a una delegazione di giovani andati a trovarla perché erano tutti maschi. «Così, non si va da nessuna parte», li ha apostrofati. Se invece vogliamo il vento in poppa -è il succo del rabbuffo – largo alle donne”. Perna la definisce “dietista delle nostre pensioni”. Quando la vedi a “Di martedì” sembra dolce e dialogante. Ma attenzione: “Ora, si spoglia di tante dolcezze e cava il sangue ai vecchietti. Per forza, piange”. (Secolo d’Italia)
