Il punto sportivo di Beppe Magrone – La vita di Fabio Quagliarella diventa un film

“Dopo la sentenza sono rinato”. La gente di Napoli ha capito.

 

Da traditore a eroe, si potrebbe riassumere cosi la storia di Fabio Quagliarella a Napoli. Considerato un indegno quando accettò il trasferimento dalla sua Napoli alla Juventus, la sentenza contro il suo stalking ha restituito all’attaccante doriano l’affetto dei sui compaesani.

Il suo sogno era la maglia azzurra e indossare la fascia di capitano della squadra della sua città. Sogno infranto da un folle che ha deciso di stalkerizzare Fabio Quagliarella e la sua famiglia con calunnie e minacce di morte. Colpevole di questo insano gesto un agente di polizia che gli aveva reso la vita impossibile, tanto da costringerlo a lasciare la sua città. La sentenza del tribunale di Napoli, ha reso più chiaro alla città partenopea le scelte professionali del giocatore, scelte che i tifosi napoletani non avevano capito subito. Non potevano immaginare che Fabio fosse ostaggio e vittima di un atteggiamento infame, che lo ha costretto a lasciare la cosa più cara che aveva sognato fin da bambino: indossare la maglia del Napoli: “Da quando c’è stata la sentenza è cambiato tutto – ha raccontato ai microfoni di Sky – il capitano della Sampdoria – sono più libero di testa, posso vivere la quotidianità che mi era stata tolta per tanti anni, pensare solo ad allenarmi e fare gol. Da quel giorno sono rinato io ed è rinata la mia famiglia. Mi premeva che venisse fuori la verità: è stato brutto non poter vivere serenamente tra la mia gente e con la mia famiglia. La gente di Napoli giustamente non poteva capire, ma quando è uscita fuori la sentenza ho percepito dal popolo napoletano un affetto pazzesco. Da quel giorno è come se fossi ritornato a giocare con la maglia del Napoli. A distanza di anni c’è ancora chi mi abbraccia e chi mi chiede scusa. Io però ripeto: nessuno deve chiedermi scusa perché nessuno sapeva nulla. Lo sapevo solo io e la mia famiglia”.

Adesso la sua storia è diventata una film- documentario nonostante Quagliarella non fosse convinto nel realizzarlo: “In un primo momento quando mi hanno prospettato l’idea di un documentario – ha raccontato Quagliarella – ero molto scettico perché non ho avuto la carriera di Totti, Del Piero e altri. Ma ho avuto questa particolarità della mia vita. Faccio fatica a parlarne, aprire di nuovo quella voragine, perché la devi riaprire in quel caso, tu devi snocciolare tutto”.

Il racconto parallelo del giocatore e della vittima di stalker di con anni di minacce e calunnie nei suoi confronti sino a mettere a rischio la vita della propria famiglia. Ha fatto ancora più male scoprire che lo stalker era un funzionario di Polizia, condannato in via definitiva a 4 anni e 8 mesi ed arrestato nel 2019.

“Poi vediamo” è stata la prima risposta del campione doriano   che solo successivamente Col passare del tempo si è fidato dell’autore e di tutta la sua troupe.

Alla prima del film, presentato ieri alla sala Grecale dei Magazzini del Cotone di Genova, hanno partecipato tutti i componenti della squadra blucerchiata e da remoto sono arrivati i saluti dei suoi ex tecnici come Conte, Ranieri, Lippi e Giampaolo e dei suo ex compagni Pirlo, De Silvestri, Soriano e Viviano. Sul palco anche Leonardo Bonucci che per anni ha condiviso la stanza con Quagliarella alla Juventus.

Beppe Magrone

Foto: Sampdoria Official.

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