Europa: no riferimenti al Natale, ma poi indietreggia. Meloni: “Il Natale non si tocca”

Sulla sostituzione della parola “Natale” con “festività” Bruxelles innesta la retromarcia e Giorgia Meloni canta vittoria. «La Commissione europea batte in ritirata – si legge in un post del suo profilo Facebook – e stralcia dal proprio documento interno che prevedeva l’eliminazione della parola “Natale” perché considerata poco inclusiva. Abbiamo fermato la vulgata del politicamente corretto». Ad annunciare il dietrofront è la stessa autrice della penosa pensata, la commissaria maltese all’Uguaglianza (ma pensa tu) Helena Dalli. «L’obiettivo – ha detto – era illustrare la diversità della cultura europea ma non abbiamo raggiunto lo scopo. Ora riscriveremo il documento». Una toppa peggiore del buco e che, soprattutto, rivela una contraddizione insanabile tra premessa e obiettivo. Sostituire infatti “Natale” con “festività” non solo non illustra la “diversità della cultura europea” ma ne favorisce addirittura l’appiattimento e l’omologazione.

Un bambino lo comprenderebbe. Ma non gli strapagati burosauri di Bruxelles, buoni a riempirsi la bocca di concetti vuoti e morti, ma del tutto incapaci quando si tratta di raccogliere le vere sfide dei tempi nuovi. Un esercito di fannulloni che certifica la propria esistenza in vita mettendo in circolazione idiozie prive di qualsiasi connessione con l’identità profonda e i sentimenti veri dei popoli. Basta ascoltare ancora la Dalli per rendersene conto: «La mia iniziativa voleva mostrare la natura inclusiva della Commissione europea verso tutti i ceti sociali e le credenze dei cittadini europei». E per ottenere questo cancella il Natale dal vocabolario. Ma che attinenza c’è? Nessuna. Siamo solo al rovesciamento dei ruoli. In pratica, tiriamo giù dagli altari la Sacra Famiglia per innalzarvi la Commissione Ue, la cui «natura inclusiva» vale evidentemente più di duemila anni di storia.

A spulciare nel delirio messo nero su bianco dalla commissaria Dalli c’è da strabuzzarsi gli occhi. Tralasciamo i grandi scopi anti-discriminatori (che riguardano tutti, tranne la maggioranza) a base di concetti improntati a genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale e concentriamoci sulle minutaglie del documento ritirato. Tra i suggerimenti ai funzionari di Bruxelles c’era per esempio quello di evitare nelle comunicazioni interne il riferimento al Natale. «Non bisogna dare per scontato che tutti siano cristiani perché tutti celebrano le feste cristiane, e non tutti i cristiani le celebrano nelle stesse date». Ragion per cui, al pistolotto di cui prima segue un esempio concreto. Questo: «Evitare di dire “il periodo natalizio può essere stressante” e sostituirlo con “il periodo di festività può essere stressante». Capito di che cosa si preoccupa la Dalli? Di fronte a questo sconcertante mix di ignoranza e supponenza non resta che gridare “Viva l’Europa e abbasso l’Unione (Sovietica) Europea!”. (Secolo d’Italia)

Condividi l'articolo!
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email
Share on print