Inviati delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (ONU) in Veneto. La causa è il mostruoso inquinamento da PFAS. Un acronimo che sta per Perfluoroalkyl substances ovvero sostanze perfluoroalchiliche, un insieme di composti organici con la caratteristica di avere gran parte degli atomi d’idrogeno sostituiti da quelli del fluoro
All’interno di questo insieme troviamo come “imputati” per i rischi legati alla salute il PFOS (acido perfluoroottansolfonico) e il PFOA (acido perfluorottanoico). Un inquinamento presente in Veneto dal 2013 e che interessa un territorio di 150 chilometri quadrati e 350 mila persone residenti tra le province di Padova, Verona e Vicenza. I PFAS sono impiegati in molte applicazioni come le pentole antiaderenti, le schiume antincendio, carta, tende, tappeti, vestiti, ammorbidenti, vernici, pitture, inchiostri, adesivi, prodotti medici, shampoo, balsami, protezioni solari, cosmetici, dentifrici, filo interdentale.Protagoniste di questa segnalazione all’Alto Commissariato sono state le “Mamme no PFAS” e Greenpeace. Il motivo è rappresentato dalle risposte gravemente deficitarie della Regione Veneto e dello Stato, attraverso il Ministero dell’Ambiente e di quello della Salute. Stato la cui competenza sull’ambiente è esclusiva secondo la Corte Costituzionale sentenze n. 246 e 398 del 2006.
