Inarrestabili i flussi migratori in Italia, problema a cui il Governo non ha ancora saputo trovare una soluzione efficace. Non è solo la Sicilia ad essere invasa. Gli ultimi 240 migranti sono arrivati a Roccella Jonica dopo il salvataggio di questi ultimi ad est della Calabria dalla Guardia Costiera. Per l’esattezza: in 160 sono stati trasferiti al porto di Crotone a bordo di un pattugliatore. Gli altri 80 sono stati scortati a Roccella Jonica. “Siamo allo stremo”, ha detto con disperazione il sindaco Vittorio Zito, nell’ennesimo tentativo di gridare aiuto all’esecutivo dormiente.
Gli ultimi arrivi fanno registrare, solo a Roccella Jonica, la presenza di ben 5000 migranti. Spaventosa la media: uno sbarco ogni tre giorni. Il sindaco ha detto allarmato: «Arrivano anche adesso che le condizioni del meteo sono peggiorate. La situazione è relativamente tranquilla nella tensostruttura della Croce Rossa, nel senso che, smistamento dopo smistamento, al momento ci sono circa 115 migranti. Ma parliamo di una struttura assolutamente non in grado di gestire questi sbarchi settimanali».
E’ all’Adnkronos che il sindaco si è sfogato: «Noi non abbiamo una struttura ministeriale che gestisca il primo soccorso. Non c’è un hotspot. E così la prima accoglienza, da un punto di vista organizzativo, è tutta sulle spalle del Comune e dei volontari. Per le prime 48/72 ore è tutto sulle nostre spalle. Poi si riesce a smistare gli arrivi. Ma anche quando riusciamo a svuotare la struttura, in 48 ore viene di nuovo riempita. Ed è dal luglio scorso che va avanti così, e questo ci porta allo stremo delle forze».
Poi aggiunge: «Ci siamo rivolti al ministero, che si è impegnato a fare una serie di cose: fra cui la ristrutturazione di un immobile dove prima collocavamo i migranti ma che ora è stato dichiarato inagibile. Abbiamo chiesto al ministero di considerare questo immobile come una sorta di hotspot a spese del ministero stesso, a cui affidare tutte le procedure e che abbia sia la capacità tecnica che finanziaria. Ma per ora siamo noi a dover gestire gli arrivi. Solo che un comune di 6000 abitanti come il nostro non può avere le strutture necessarie per gestire questi numeri. Inoltre, il Covid complica le cose, nel senso che c’è un passaggio in più: i positivi vanno isolati nelle tende. E poi successivamente smistati».
Il comune è stato abbandonato a se stesso. Il premier Mario Draghi ha ammesso che in Italia sia effettivamente in atto una vera e propria invasione clandestina. Ammettendo, di conseguenza, anche il fallimento del Governo. Perché non è stato fatto ancora nulla per fermare gli sbarchi a raffica degli ultimi anni? Quantomeno il Presidente del Consiglio si è accorto che qualcosa non va nell’operato del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, punta con queste parole alla Conferenza ‘Rome Med-Mediterranean Dialogues’: “Pensiamo ai flussi di migranti, che molto spesso hanno origine lontano dal mare, da soli non possiamo controllare i movimenti migratori. Da inizio di quest’anno ci sono stati 63mila arrive, 6 volte tanti rispetto al 2019. Serve un maggior coinvolgimento di tutti i paesi europei, anche nel Mediterraneo, l’Italia continua a promuovere un avanzamento europeo verso una gestione collettiva, in un equilibrio fra responsabilità e solidarietà”.
Ma un cambio di rotta ancora non c’è e l’Europa è assente sul fronte dell’immigrazione clandestina. Per quanto ancora saremo costretti a subire questa invasione?
CC
