220 mila controlli alle partite Iva. Occhi puntati alle piccole imprese

Partite Iva ricontrollate severamente. L’ Agenzia delle entrate conta 220 mila controlli, in guardia anche le imprese minori.  L’impegno, si legge nelle linee di indirizzo per la formazione del budget 2022 è quello di «consentire, in una logica di efficienza ed efficacia, il conseguimento dell’obiettivo di riscossione connesso ai versamenti diretti da accertamento e controllo, il cui risultato è strettamente legato agli impegni finanziari. L’impegno di ogni struttura dovrà consentire in primo luogo il completamento delle lavorazioni la cui istruttoria si è conclusa nel 2020 con l’emissione dei relativi atti di accertamento ai sensi dell’art. 157, comma 1 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77; gli atti in argomento devono essere notificati entro il 28 febbraio 2022». Riparte a pieno regime dunque l’attività degli uffici guardando  ai numeri del 2019. L’Agenzia prova a lasciarsi dunque la pandemia alle spalle anche se si è ben consci di non poter troppo spingere il piede sull’acceleratore tenendo assieme le attività da effettuare con il numero dei dipendenti. Ecco dunque che con riferimento ai controlli sulle partite Iva e contribuenti minori nelle linee di budget si richiede che: «le attività istruttorie esterne (verifiche e controlli mirati relative a imprese di grandi e medie dimensioni, verifiche nei confronti delle imprese minori e dei lavoratori autonomi, verifiche nei confronti degli enti non commerciali e accessi brevi) andranno programmate sulle volumetrie dell’ultimo ordinario anno di attività (2019), rapportate all’attuale capacità operativa. Tale scelta operativa tiene conto della necessità di ricostruire il magazzino verbali dopo un biennio di quasi totale sospensione dell’attività a causa della pandemia». In agenda si iscrivono dunque 220 mila verifiche. L’ esecuzione dovrà essere assicurata, scrivono i vertici dell’amministrazione sempre mediante l’adozione delle misure di sicurezza . Nel 2019 si ricorda erano stati 270 mila i controlli a consuntivo il calo spiegano nella nota, tiene conto sia del minor numero di personale impiegabile nell’attività di controllo intervenuta progressivamente a partire dal 2019, sia della circostanza che gli Uffici, specie nei primi mesi del 2022, potranno essere chiamati a proseguire i contraddittori per l’adesione attivati nell’ultimo trimestre del 2021.

I fari saranno ulteriormente puntati sugli accertamenti eseguiti nei confronti delle imprese minori e dei lavoratori autonomi. Nella prospettiva di una graduale ripresa dell’attività di controllo nel 2022, si specifica, per tale indicatore di individuare l’obiettivo di 100.000 controlli.

Per il 2022 l’attività dell’Agenzia delle entrate in veste di erogatore di contributi a fondo perduto non si ferma. In via di smaltimento le istanze legate ai contributi perequativi e alle attività chiuse. Per il 2022 al momento si guarda in prevalenza alle istanze di autotutela dei contribuenti. Anche se si è in attesa della nuova tranche di sostegni a cui il governo sta lavorando in queste settimane. «nel periodo di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da COVID-19, all’Agenzia è stato affidato il compito di gestire i contributi a fondo perduto istituiti con la finalità di compensare, almeno in parte, i gravi effetti economici e finanziari che hanno subito gli operatori economici a seguito della pandemia che ha colpito il nostro Paese e il resto del mondo. L’attuazione delle previsioni normative ha richiesto un grande impegno da parte di tutte le strutture dell’Agenzia durante l’intero biennio 2020-2021, che non può ancora ritenersi completato in considerazione delle procedure di pagamento ancora in corso a fine 2021 per i contributi “perequativi” e i contributi alle “attività chiuse” e delle richieste in autotutela che i contribuenti potrebbero continuare a presentare anche nel 2022. Pertanto, anche nel corso del 2022», sottolinea l’amministrazione guidata da Ernesto Maria Ruffini, «si continuerà a perseguire l’obiettivo di gestire tempestivamente le istanze di autotutela con la consapevolezza che tale compito risponde all’esigenza di fronteggiare i gravi effetti economici subiti dalle imprese e causati dalle restrizioni dovute alla pandemia».

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