Una nuova rottamazione per disinnescare la bomba sociale della carenza di liquidità dei contribuenti siano esse famiglie o imprese. La richiesta arriva trasversalmente dai politici e dai professionisti e si guarda al governo che ha stretti i cordoni della borsa. Un nuovo intervento sulle cartelle e sulle rate della rottamazione diventa il filo rosso delle urgenze fiscali del 2022 emerso nella prima parte del V forum nazionale dei dottori commercialisti e esperti contabili, «La novità della legge di bilancio per professionisti e imprese».
«Per ciò che riguarda le cartelle esattoriali ha prevalso la linea del buon senso», ha spiegato il ministro per gli affari regionali Maria Stella Gelmini commentando lo stato dell’arte delle norme sulla riscossione , «fissando a 180 giorni il pagamento delle cartelle notificate dal 1 gennaio al 31 marzo 2022». Ma la mancata proroga dei pagamenti sta mettendo a dura prova famiglie e imprese. «Tanti contribuenti non sono nelle condizioni di adempiere, tanti non possono neppure chiedere una rateazione perché decaduti da una rateazioni precedente ed il 31 dicembre è terminata anche la possibilità di essere riammessi alle rateazioni senza dover pagare tutte le rate arretrate», ha spiegato Emiliano Fenu, capogruppo M5S della commissione finanze del Senato. Senza interventi il futuro non sarà roseo: «molte imprese che lavorano con il pubblico rischiano di vedersi bloccare i pagamenti dalle PA e saranno costrette a portare i libri in tribunale».
Il M5S, ha anticipato Fenu, presenterà degli emendamenti al decreto legge mille proroghe proprio sul tema dei versamenti. Proteste sul punto si sono levate anche da parte di Andrea De Bertoldi, «Il governo Draghi ha ignorato un ordine del giorno proposto da Fratelli d’Italia approvato in Aula che lo impegnava nella legge di bilancio a un’ulteriore proroga delle cartelle esattoriali. Il Governo ha disatteso questo impegno penalizzando milioni di italiani che non sono riusciti a pagare entro la scadenza e che vorrebbero pagare se gli venisse dato il tempo di farlo». Un intervento più di sistema è stato chiesto dal presidente dell’ordine dei commercialisti di Bari, Elbano De Nuccio, «Nel periodo pre e post pandemico i contribuenti hanno accumulato debiti rispetto alle obbligazioni tributarie. Per superare questa difficoltà è necessario procedere quanto prima ad una rottamazione straordinaria, così da dare la possibilità alle imprese di pagare ciò che possono e interrompere, allo stesso tempo, la continua richiesta di pagamento di debiti scaduti, che condurrebbe al default del sistema impresa con seri rischi anche per la tenuta dello Stato».
La riforma fiscale è il secondo tema su cui si sono concentrati gli interventi dei relatori. Per Massimo Garavaglia, ministro del turismo la legge all’esame della commissione finanze della camera è l’occasione per «premiare chi lavora chi fa pil se si va in questa direzione il giudizio sarà decisamente positivo». Alberto Gusmeroli, vice presidente della commissione finanze della camera non si è sbilanciato sulle modifiche che potranno essere votate a partire dal 9 febbraio alla legge di bilancio ma è tornato a manifestare la sua, e quella della lega, contrarietà alla riforma del catasto scritta nella legge delega e ha ricordato che « Abbiamo fatto diverse proposte come la mini flat tax, rateizzazione di acconti e riduzione della ritenuta d’acconto sul lavoro autonomo, stralcio della riforma del catasto. Adesso aspettiamo che il governo batta un colpo su questi punti. Su questo fiume in piena di adempimenti e sulle norme troppo ravvicinate e contraddittorie ha espresso preoccupazioni Marcella Caradonna, presidente dell’ordine dei commercialisti di Milano: «Tutti i problemi di cui si sta discutendo oggi sono vicende annose che non hanno mai trovato soluzione, questo per un approccio del legislatore che ha sempre avuto una direzione di breve periodo, senza curarsi della relazione con il cittadino e il contribuente, che è fondamentale. Ritengo che per superare tali difficoltà sia necessario cambiare approccio.
Il legislatore dovrà prendere le sue future decisioni in maniera tempestiva, perché i contribuenti non possono vivere nell’incertezza e nell’angoscia, seguendo il principio della semplificazione, adottando, quindi, norme che non complichino la vita a chi deve beneficiarne, e soprattutto dovrà approvare riforme che siano coordinate tra loro».
