Pressione fiscale in aumento del 43,4%. Crescita del pil +6,6%

Nel 2021 la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) è risultata pari al 43,4%, in aumento rispetto all’anno precedente, per la maggior crescita delle entrate fiscali e contributive (+9%) rispetto a quella del Pil a prezzi correnti (+7,5%). Lo rende noto l’Istat, precisando che, lo scorso anno, le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche sono cresciute del 9,1% rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul Pil è pari al 48,1%.
Le entrate correnti hanno registrato un aumento dell’8,8%, attestandosi al 47,7% del Pil. In particolare, le imposte dirette sono cresciute del 6,6%, principalmente per il forte aumento dell’Irpef e delle imposte sostitutive, in parte compensata dalla contrazione dell’Ires. Le imposte indirette hanno registrato un aumento molto marcato (+13,8%), grazie soprattutto al gettito Iva; un aumento sostenuto ha interessato anche l’Irap e gli oli minerali. Anche i contributi sociali effettivi segnano una crescita rispetto al 2020 (+6,7%), come la produzione vendibile e per uso proprio (+12,6%) e le altre entrate correnti (+1,9%).
Nel 2021, sottolinea l’istituto di statistica, l’economia italiana ha registrato una crescita di intensita’ eccezionale per il forte recupero dell’attivita’ produttiva, dopo un 2020 caratterizzato dagli effetti dell’emergenza sanitaria. A trascinare la crescita del Pil, pari a +6,6%, e’ stata soprattutto la domanda interna, mentre la domanda estera e la variazione delle scorte hanno fornito contributi molto limitati. La stima preliminare diffusa lo scorso 31 gennaio era del +6,5%. Nel dettaglio, il Pil 2021 ai prezzi di mercato e’ stato pari a 1.781.221 milioni di euro correnti, con un aumento del 7,5% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil e’ cresciuto del 6,6%.
Dal lato della domanda interna nel 2021 si registra, in termini di volume, un incremento del 17% degli investimenti fissi lordi e del 4,1% dei consumi finali nazionali. Per quel che riguarda i flussi con l’estero, le esportazioni di beni e servizi sono salite del 13,3% e le importazioni del 14,5%.
La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente alla dinamica del Pil per 6,2 punti percentuali. L’apporto della domanda estera netta e’ stato di +0,2 punti e quello della variazione delle scorte ugualmente di +0,2 punti.
Il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume del 11,9% nell’industria in senso stretto, del 21,3% nelle costruzioni e del 4,5% nelle attivita’ dei servizi. Si rileva una contrazione dello 0,8% nell’agricoltura, silvicoltura e pesca.
Nel 2021 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -7,2%, a fronte del -9,6 % nel 2020. In valore assoluto l’indebitamento è di -127.389 milioni di euro, in miglioramento di circa 31,6 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente. L’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche “ha registrato un netto miglioramento rispetto al 2020 per il buon andamento delle entrate a fronte del più contenuto aumento delle uscite, nonostante il protrarsi delle misure di sostegno introdotte per contrastare gli effetti della crisi”, spiega l’Istat.
Infine il debito pubblico italiano è sceso al 150,4% del Pil. Nel 2020 il debito era stato pari al 155,3% del Pil.

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