Suicidio assistito: il personale può opporsi per obiezione di coscienza

A metà strada il disegno di legge sulla morte volontaria assistita: nonostante i voti segreti dei giorni scorsi, va al Senato con 253 voti favorevoli, 117 contrari e 1 astensione dopo che la Camera ha ottenuto il via libera. Il malato terminale che rifiuta le cure palliative potrà decidere di mettere fine alle proprie irreversibili sofferenze con una scelta libera e consapevole e il sostegno dei sanitari: il personale non è punibile e può astenersi per obiezione di coscienza, mentre presso le Asl sono istituiti i comitati per la valutazione clinica.

Fabiano antesignano

Il primo sì arriva a tre anni e mezzo dalla prima ordinanza della Corte costituzionale che sollecitava il Parlamento a varare una legge sul suicidio assistito. Risale poi al novembre 2019 la pronuncia della Consulta che dichiarava parzialmente incostituzionale il reato di aiuto al suicidio nella sentenza sul caso Dj Fabo: Fabiano Antoniani, irreversibilmente cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale, aveva deciso di andare a morire in Svizzera in una clinica nei pressi di Zurigo dove lo storico esponente radicale Marco Cappato aveva acconsentito ad accompagnarlo. Il giudice delle leggi ha indicato paletti precisi per la morte medicalmente assistita che ora il legislatore si sforza di recepire.

Scelte etiche

Può scegliere di morire chi: è afflitto da una malattia senza cura che crea intollerabili sofferenze fisiche e psicologiche; risulta tenuto in vita da trattamenti di sostegno la cui interruzione provocherebbe il decesso; ha rifiutato le cure palliative. Il tutto secondo quanto risulta dalle attestazioni del medico curante. Oltre che maggiorenne, il richiedente deve essere capace di intendere, volere e assumere decisioni libere, attuali e consapevoli. E soprattutto informato in modo adeguato sull’atto che sta per compiere. È previsto che la richiesta avvenga per iscritto: atto pubblico o scrittura privata autenticata. Ma se le condizioni di salute non lo permettono, va bene anche un video e ogni altro mezzo che consente all’interessato di comunicare in modo inequivocabile la sua volontà, alla presenza di due testimoni e un pubblico ufficiale che attesta l’autenticità, la data e il luogo della dichiarazione. La punibilità è esclusa per chiunque aiuti il malato nel rispetto della legge. Il medico obiettore di coscienza comunica la volontà di restare fuori dalla procedura di assistenza al direttore dell’Asl o dell’ospedale. Il comitato per la valutazione clinica è l’organo collegiale terzo posto a garanzia di chi è particolarmente vulnerabile, richiesto dalla Corte costituzionale: l’obiettivo è assicurare la dignità dei malati e sostenere i sanitari nelle scelte etiche cui sono chiamati.

Numeri risicati

Alla Camera sette deputati di Forza Italia e cinque di Coraggio Italia hanno votato sì in dissenso con i loro gruppi; sette deputati di Italia Viva, che aveva lasciato libertà di voto, si sono espressi contro. Parola al Senato dove i numeri della maggioranza sono più risicati.

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