Allarme mutui: sale il numero delle rate non pagate. Debito di quasi 1 miliardo

Sempre più drammatiche le conseguenze lasciate dalla crisi economica, acuite dalla pandemia e dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. I cittadini soffrono il peso delle scadenze, delle bollette, del mutuo. E’ cresciuto di quasi 1 miliardo il debito per le rate insolute dei prestiti per l’abitazione di proprietà e i prestiti concessi dalle banche negli ultimi 12 mesi. A rivelare il triste dato è un’analisi della Fabi (Federazione autonoma bancari italiani), tramite le dichiarazioni pubbliche del suo segretario generale, Lando Maria Sileoni: «Per la prima volta dopo molti anni sono tornate a crescere le sofferenze delle famiglie che fanno fatica a pagare le rate. Probabilmente sono i primi segnali negativi. I primi effetti della crisi economica generata dalla pandemia, solo in parte tamponata con le moratorie dello Stato. Ed emergono i primi segnali di incertezza delle fasce più deboli della nostra società».

 

Stiamo assistendo ad un fenomeno che inverte il processo di riduzione del credito deteriorato riconducibile alla clientela privata, rispetto all’andamento degli ultimi 6 anni. Si era progressivamente abbassato da maggio 2016, per poi lentamente risalire, con precisione, a 804 milioni.

Lapalissiana la difficoltà dei cittadini ad ottemperare alle scadenze, schiacciati dalla crisi e dall’aumento del prezzo delle bollette. La guerra in corso in Ucraina è stata determinante per l’aumento del costo dell’energia, con le sanzioni comminate dall’UE nei confronti della Russia e la ricerca di nuovi accordi commerciali per l’approvvigionamento del gas.

 

Il cambiamento radicale è quello intercorso tra novembre 2021 a febbraio 2022: sono bastati tre mesi per registrare un incremento di 1 miliardo e 476 milioni (più 13,55%) nel debito sulle rate dei prestiti bancari. Intanto il processo di richiesta del mutuo non si è arrestato, anzi. Nello stesso arco di tempo preso in considerazione, il credito per l’acquisto delle case è aumentato di 18 miliardi e 439 milioni, ovvero del 4,69%. Le banche hanno erogato nuovo credito per l’acquisto di abitazioni per 18 miliardi e 439 milioni.  Facendo una somma, i finanziamenti alle famiglie sono cresciuti di 23 miliardi e 244 milioni Con lo stock complessivo passato da 393 miliardi e 457 milioni di febbraio 2021, a 411 miliardi e 896 milioni di febbraio 2022.

 

Gli ultimi dati di crescita sono solo un ricordo: risalgono a maggio 2016, quando lo stock di sofferenze era salito di circa 100 milioni di euro a 37,5 miliardi dai 37,4 miliardi del mese precedente (aprile 2016).

 

CC

 

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