C’è chi ancora non si rassegna all’idea che l’Inno di Mameli rappresenti l’inno nazionale, e anche il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi sembra fare il furbo sulla canzone Bella Ciao, lasciando credere che non debba sostituirsi all’inno nazionale, ma chiunque è libero di cantarla. «Il 25 aprile è la nostra Festa della Liberazione. Celebriamo la sconfitta del nazifascismo e l’impegno di donne e uomini per la conquista della libertà e della democrazia. È fondamentale ricordarla, così come dobbiamo sempre mantenere vivo l’insegnamento e i valori della nostra Costituzione. Bella ciao». E’ quanto ha affermato in un’intervista al quotidiano Il Messaggero.
Il ministro parla di chat e di estate. «La riforma delinea un percorso chiaro per chi vuole diventare insegnante nelle scuole secondarie dopo anni in cui le regole sono cambiate più volte, generando confusione e allontanando molte persone, soprattutto i più giovani dall’insegnamento. Puntiamo sulla formazione iniziale, con i 60 crediti universitari aggiuntivi rispetto alla laurea magistrale necessari per ottenere l’abilitazione e poi il concorso, richiesto sa una norma costituzionale. Aumentiamo il focus sulle competenze specifiche, come quelle pedagogiche, la didattica delle singole discipline e mettiamo una grande attenzione al tirocinio diretto guidato da tutor che vengono dalla scuola».
«Potenziamo la formazione continua dei nostri insegnanti sul digitale, sulle materie scientifiche e sulla progettazione e innovazione didattica, per accompagnare e orientare i nostri ragazzi e le nostre ragazze nel loro percorso di studio e di vita e affrontare così anche il tema della dispersione. – aggiunge il ministro – Con la riforma, i cui contenuti sono anche legati all’impegno preso con l’Europa sul Pnrr, nascerà la Scuola di alta formazione per dare linee guida, per una formazione continua che possa arricchire la professionalità del corpo docente. E poi avremo finalmente concorsi annuali, a garanzia di una maggiore continuità. Entro il 2024 assumeremo 70mila docenti».
Sui “quizzoni” Bianchi spiega che «il decreto approvato prevede in realtà dei cambiamenti anche per le prove dei concorsi. Istituiamo fin da subito una commissione di alto livello scientifico che studierà linee guida sulla redazione dei test e accerterà le modalità di prove che possano verificare le competenze. Ascoltiamo le critiche e lavoriamo per migliorare quello che non va. Il nostro obiettivo è avere concorsi annuali che siano oggettivi e trasparenti».
Scuole aperte in estate. «Il piano estate è stato un grande successo lo scorso anno. Non tanto di questo ministero o di questo governo, ma delle scuole. È stata l’occasione per recuperare gli apprendimenti, certamente, ma soprattutto la socialità. La scuola è stata, in quei mesi estivi, ancora di più comunità: luogo di incontro, crescita, di scambio con i territori, inclusiva e accogliente – continua Bianchi – Sono felice di poter dire che lo realizzeremo anche quest’anno. Ci saranno circa 300 milioni di risorse a disposizione. Dedicheremo un’attenzione particolare anche all’accoglienza delle bambine e dei bambini ucraini nelle nostre scuole, che sono già più di 16mila. E renderemo questa esperienza strutturale. Per molti anni si è parlato di scuole aperte d’estate. Noi abbiamo detto che le avremmo aperte e lo abbiamo fatto. Penso sia un risultato importante, da rivendicare, perché mette al centro i ragazzi, soprattutto le fasce più deboli e le famiglie».
