Nel governo le acque sono molto agitate. Certo, non è la prima volta vista la natura controversa di un esecutivo che barcolla tra destra e sinistra. A creare tensione sono soprattutto le solite iniziative identitarie del PD, che nonostante i problemi degli italiani siano tutt’altri, continua a puntare su ius scholae e sulla liberalizzazione delle droghe leggere (sì alla coltivazione di poche piantine per uso personale e pene detentive più basse per lo spaccio di lieve entità di cannabis).
Un avvertimento al Governo quello di Matteo Salvini: “Osserviamo con preoccupazione le continue provocazioni di Pd e 5 Stelle. Invece di lavorare in Parlamento sull’aumento di stipendi di pensioni, legalizzano droghe e regalano cittadinanze facili. Aggiungo che la profonda crisi dei grillini ha coinvolto anche il premier e rischia di aumentare le fibrillazioni”: lo ha detto il leader della Lega in un’intervista al Corriere della Sera. Poi prosegue: “Questo governo non è nato per spalancare le porte ai 27 mila clandestini sbarcati fino a ora. Attendiamo da tempo il patto fiscale per 20 milioni di italiani ostaggio di Equitalia e a gennaio non potremmo tollerare il ritorno alla legge Fornero”.
Per Salvini “questa iniziativa di Pd e 5 Stelle, unita alla cittadinanza facile per gli immigrati, è un grave attacco al governo e crea una spaccatura drammatica fra le forze che sostengono Draghi. Mentre alla Camera la sinistra ha deciso di imboccare questa strada pericolosissima, in commissione al Senato noi abbiamo approvato l’equo compenso atteso dagli ordini professionali”.
Il Partito Democratico non sembra affatto preoccupato dalle dichiarazioni del leader del Carroccio, sostenendo che si tratti di un bluff. «Noi andiamo avanti, dritti, come fatto finora, non si cede al ricatto». Queste le parole che Enrico Letta avrebbe pronunciato parlando con i suoi parlamentari. Il Pd, dunque, non ha alcuna intenzione di fare dietrofront sui temi proposti.
A dare man forte a Letta, interviene il braccio destro del presidente dem, Enrico Borghi, dopo aver sentito in aula il suo omologo leghista Igor Iezzi minacciare la caduta dell’esecutivo di Mario Draghi. «La cittadinanza è materia parlamentare e tirare in ballo il governo è improprio e scorretto. Come faceva la Dc con il divorzio, il governo si rimetterà alla libertà del Parlamento, sarebbe grave farlo cadere su una legge sui diritti».
