I giorni di crisi al Governo hanno lasciato l’Italia in balia delle onde. Alcuni si sono anche riuniti in piazza per manifestare affinchè il premier Mario Draghi resti Presidente del Consiglio, nonostante il Paese non abbia beneficiato della sua presenza a Palazzo, a dispetto di quanto si pensava prima della formazione dell’attuale esecutivo. “Noi lo sappiamo come cominciare a risolvere i problemi”, ha detto l’esponente di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli in una lunga intervista a la Verità commentando il disastro a cui stiamo assistendo. “La situazione è grave ma non seria”.
Quali saranno le prossime mosse del premier dimissionario? “Aspettiamo che venga alle Camere a riferire. Se la Lega si sfila va chiesto a Matteo Salvini. Ma è evidente che finché restano al governo sono legati a questa maggioranza contro natura. Lo abbiamo sempre detto che non era possibile governare con una maggioranza dove il Pd e i Cinque Stelle diventavano aggressivi sulla droga, lo ius scholae, i bonus, il reddito di cittadinanza. Era una fine già scritta”.
L’auspicio di Donzelli è che il premier cerchi di non perdere la sua credibilità. “Chi prova ad allungare l’agonia di questo governo fa un danno agli italiani. Siamo consapevoli che proveranno a inventarsi di tutto pur di non andare a elezioni perché sanno che le perderanno. Sono abituati a governare senza vincere le elezioni; anche nel 2018 il Pd aveva perso le elezioni…”. L’unica soluzione sarebbe tornare alle urne, nel rispetto della democrazia. “Questo Parlamento non è più rappresentativo. I 5 stelle sono entrati come gruppo più numeroso e si sono divisi in cento rivoli. Ora provocano questa forte crisi. Noi siamo entrati come ultimo gruppo per consistenza e oggi nel Paese siamo maggioranza”.
Lo sguardo adesso è rivolto a Giorgia Meloni a capo del Governo. “Alle prossime elezioni si confronterà con Letta. Il Pd proverà a fare questo campo più o meno largo. Il centrodestra si aggregherà comunque attorno a Giorgia. E gli amici devono subito dire da che parte stanno”. Ricontrattare il Pnrr sarebbe la prima mossa da fare, dice il deputato di Fratelli d’Italia, rivedendo l’approccio al reddito di cittadinanza per liberare risorse. “Il Pnrr è stato scritto un’era geologica fa. Non c’era la guerra, non c’era l’inflazione, non c’era la siccità. Ci sono dei progetti che non servono a nulla. Che senso ha continuare a tenere più di 60 miliardi sulla transizione quando non abbiamo energia? O non aver messo un soldo per le opere idrauliche?. Allora diciamocelo chiaro che il governo Draghi non ha fatto nessun miracolo. Hanno preso progetti vecchi e li hanno messi nel piano”.
