C’era una volta l’Inter di Moratti, presidente e tifoso che alla sua squadra regalava emozioni, e soprattutto soldi. Tanti acquisti, taluni sbagliati, ma la soddisfazione di fare lo storico triplete e portate il popolo interista in extasy. C’era una volta l’Inter di Peppino Prisco, che amava alla follia la sua squadra difendendola con la sua innata ironia da tutto e tutti. Era l’Inter dei milanesi, che poteva permettersi acquisti stellari, ricapitalizzazioni, tutto ciò che oggi il giovane presidente Zhang non può permettersi offrendo un futuro incerto al popolo neroazzurro.
E’ vero che la proprietà cinese ha riportato in bacheca titoli che mancavano da tanto tempo, ma è anche vero che oggi la situazione finanziaria non lascia presagire un futuro roseo. Il termometro è questa sessione di mercato, che oltre al colpo di ritorno di Lukaku, ha visto un certo imbarazzo della società su Dybala e Bremer. Entrambi quasi annunciati come ufficiali, entrambi hanno scelto altre destinazioni. Neanche mago Marotta, primo artefice della risurrezione interista è riuscito a mantenere le promesse che lui stesso ha fatto ai giocatori attenzionati. Le motivazioni ovviamente sono di tipo finanziario, l’Inter, come tante big del campionato italiano, non può spendere se prima non cede tasselli importanti. Nella fattispecie il difensore centrale Skriniar. Non c’è liquidità nelle casse e per giunta incombe la spada di Damocle del debito da restituire: 3 rate da 100 milioni più interessi al 12%. I contabili della società pare abbiano chiesto di chiudere questa sezione di mercato con un positivo pari a 60 milioni. Non una cosa impossibile se si pensa a pure giochi matematici, ma che ne sarà della competitività della squadra? Dopo essersi fatti soffiare Bremer dagli acerrimi rivali della Juventus, vendere Skriniar sarebbe un colpo difficile da digerire per i tifosi, oltre ad essere un grande sgarbo a mister Inzaghi al quale è stato chiesto comunque di lottare per il titolo nazionale.
I tifosi in cuor loro sperano in un cambio di proprietà e che Zhang tolga presto il disturbo, ricordando al numero uno della società attraverso i social che l’Inter ha l’obbligo morale, per storia, tradizione e blasone, di vincere e di essere competitiva in Italia ed in Europa. In tanti si chiedono, fino a quando Marotta sarà disponibile a metterci la faccia in trattative che tramontano per colpa di mancanza di soldi?
Buone notizie arrivano dal rettangolo verde dove l’Inter ha battuto 8-1 il Novara in un allenamento congiunto, con goal di Barella, Dzeko, Bellanova, doppietta di Lautaro, Lukaku e Zanotti ai quali si aggiunge l’autogoal di Ciancio.
Beppe Magrone
Foto: Inter
