Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta è intervenuto in merito alle elezioni politiche che si terranno il 25 settembre. Parlando al Corriere della Sera ha rivelato di non avere nessuna intenzione di farsi avanti in prima persona: ”Semplicemente non mi candido. Ho dato tanto alla politica e tanto ho ricevuto”.
L’ex grande amico di Silvio Berlusconi non si rimprovera nulla per l’operato politico degli ultimi trent’anni, infatti ha tenuto a precisare: “Nessun rammarico e nessun rimpianto. Semmai un po’ di dolore. Ho visto Forza Italia, che è stata la mia casa per quasi trent’ anni, contribuire alla caduta di Draghi. Il governo più credibile, autorevole e serio, che poteva farci uscire da una situazione tragica che ha visto sommarsi pandemia, guerra, inflazione e uno spread minaccioso’. Un atto incredibile e incomprensibile”.
Poi aggiunge: ”Aprire una crisi che fa rischiare l’osso del collo all’Italia, come ha deciso Conte seguito da Salvini e Berlusconi, è un masochismo che mi angoscia. Il mio sogno era votare a fine legislatura, dopo una legge di Bilancio draghiana forte e strutturata. Ora abbiamo uno scenario distopico, il peggiore possibile”.
Brunetta rivela di stimare molto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: ”È l’unica che ha una posizione coerente. Ha fatto un’opposizione dura, ma anche seria e si candida a governare. Non ho pregiudizi verso di lei, ma passare dalla credibilità di Draghi a un altro governo, che dovrà dimostrare di essere affidabile, è in sé un problema per il Paese”. E se la Meloni dovesse vincere le elezioni e chiamarlo a fare il ministro? ”Mica siamo in un film! Ma quando eravamo vicini di banco, durante il governo Berlusconi del 2008, parlavamo spesso. Ho un bel ricordo dei nostri colloqui, mi chiedeva consigli che io da professore davo ben volentieri. Glieli darei anche oggi, nello spirito repubblicano”.
Il presidenzialismo portato avanti dal centrodestra è un tema a cui il ministro della PA tiene particolarmente: «È la prima volta che non scrivo il programma “azzurro”, logico che si sommino sofferenza e ricordi. Anche perché i 15 punti sono in continuità con il passato. Ma io ho creduto nel progetto di unità nazionale rappresentato da questo esecutivo. Fino alla fine continuerò a impegnarmi per attuare il Pnrr e mettere il Paese in sicurezza dal punto di vista sanitario, sociale ed economico».
