Gli sbarchi in Italia rappresentano un esodo senza fine. La situazione negli hotspot dedicati all’accoglienza degli immigrati è diventata insostenibile da quando al Governo c’è il ministro Luciana Lamorgese ad occuparsene. In sole 24 ore, al porto di Crotone, sono sopraggiunte circa 400 persone. Numeri che la nostra Nazione non è più in grado di reggere.
Le condizioni metereologiche favorevoli nel periodo estivo, peraltro, hanno facilitato gli arrivi clandestini. I migranti dell’ultimo approdo erano a bordo di quattro imbarcazioni arrivate a Crotone; successivamente è stato intercettato un altro veliero nella stessa direzione. Complessivamente, in base a quanto registrato dall’ufficio immigrazione della Questura di Crotone, che si è occupato delle operazioni di identificazione degli stranieri, in un giorno e mezzo la Calabria ha dovuto ospitare 660 persone (289 venerdì e 371 sabato). Le traversate hanno visto protagonisti quasi tutte persone provenienti dall’Afghanistan, Iran ed alcune da Siria ed Egitto.
A Lampedusa invece, nei giorni scorsi, altri 200 immigrati sono arrivati a bordo di un barcone. L’isola è praticamente al collasso e nessun intervento concreto è stato ancora attuato per fronteggiare l’emergenza migranti, nonostante le continue lamentele dei cittadini. Lo continua a denunciare da tempo Fratelli d’Italia. La sua leader, Giorgia Meloni, in una intervista a “Panorama” ha addebitato le colpe al Ministero degli Interni: “La gestione del ministro Lamorgese è stata disastrosa, i numeri sono impietosi. Sento dire dalla sinistra che non si può fare campagna elettorale agitando spettri come l’immigrazione a cui nessuno crede più. Noi non agitiamo spettri ma, come sempre, partiamo dai fatti: l’immigrazione è fuori controllo grazie a non-politiche scellerate che hanno fatto dell’Italia il campo profughi d’Europa. Anche l’ultimo accordo Ue aumenta la responsabilità degli Stati di primo approdo come l’Italia, mentre non c’è ancora traccia della solidarietà europea tanto sbandierata. Porre un argine a questa follia sarà una nostra priorità”.
L’unica soluzione possibile avanzata da FDI è quella del blocco navale: “C’è stato un momento alcuni mesi fa in cui la Libia aveva trovato una seppur precaria stabilità e Draghi ci andò in visita ufficiale. Quello era il momento per concludere un accordo per un’azione militare congiunta Unione europea-Libia che impedisse le partenze e per l’apertura in territorio africano di hotspot in cui identificare gli immigrati, distinguendo i veri profughi dai clandestini e consentendo l’accoglienza dei primi in tutti gli Stati dell’Ue. Si è perso quel momento, ma da lì dovremo ripartire. E su questo chiameremo in causa proprio Bruxelles, perché la difesa delle frontiere esterne è un pilastro del trattato di Schengen ed è una responsabilità comune”.
La presidente di Fratelli d’Italia ha colto l’occasione per ribadire la sua collocazione atlantica, posizione che, ne è sicura, dovrebbero mantenere anche gli alleati: “Ne sono certa e in ogni caso. Fdl è garanzia di questa collocazione. Per questo ho chiesto anche di ribadirla nel programma comune di governo. L’accozzaglia di Letta, così come la sinistra europea, è piena di gente che strizza da tempo l’occhio a Russia, Cina, Venezuela. Cuba… che si faccia passare il centrodestra italiano come una minaccia per l’Occidente è ridicolo. Tanto più lo è oggi con FdI primo partito e, appunto, garante delle nostre alleanze storiche”.
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