Sull’energia i partiti si schierano: Salvini chiede 30 miliardi, Tremonti frena

C’è chi propone uno scostamento di bilancio per finanziare un provvedimento da 30 miliardi contro il caro bollette, chi un sistema di “prezzi amministrati” a livello nazionale sull’energia. Mentre il governo valuta i margini di un possibile nuovo intervento a sostegno di famiglie e imprese, i partiti stanno facendo arrivare le loro proposte a Palazzo Chigi. Il PD di Enrico Letta pensa ad un sistema di prezzi amministrati per i prossimi 12 mesi, una sorta di tetto nazionale al prezzo dell’elettricità. Inoltre, chiede di raddoppiare il credito d’imposta per l’energia con l’obiettivo di recuperare parte degli enormi aumenti in corso. La federazione Europa Verde-Sinistra Italiana vorrebbe tassare al 100% gli extraprofitti delle società energetiche per ridistribuire le risorse tra famiglie e imprese. Il M5S spinge da tempo per uno scostamento di bilancio. La proposta del leader Giuseppe Conte è di “recuperare i 9 miliardi di extraprofitti delle società energetiche persi per strada dal governo”, estendendo “questa tassazione anche ai settori farmaceutico e assicurativo”. Nel Terzo Polo, Carlo Calenda punta a “dimezzare il costo dell’energia subito e portarlo a 100 euro Mwh per imprese energivore e gasivore”. Si propone che il Gse compri tutte le fonti di produzione dell’energia elettrica (per il gas a prezzo di mercato, per le rinnovabili al prezzo fisso di 70 euro per MWh). Tale mediazione permetterebbe di abbassare i costi.

Per il partito di Giorgia Meloni la soluzione è un tetto al prezzo del gas a livello europeo, sul fronte nazionale punta a scollegare il prezzo dell’energia da quello del gas. Inoltre, secondo Fratelli d’Italia, sarebbe necessario un meccanismo automatico che riversi gli introiti dell’extragettito Iva a famiglie e imprese. Il cavallo di battaglia di Matteo Salvini è il decreto da 30 miliardi, da finanziare anche con scostamento di bilancio, per prevenire “un autunno molto complicato”. La Lega chiede fondi da destinare a famiglie e imprese strozzate dal caro bollette, ma anche un prezzo amministrato dell’energia che consenta un rincaro massimo del 4%. Ipotesi che vede, però il parere contrario di Giulio Tremonti: “Con l’inflazione e la speculazione in netta ripresa sarebbe una misura molto rischiosa”, ammette l’ex ministro dell’Economia, ora candidato con FdI. Anche Fi batte molto sulle misure da spingere a livello europeo, in particolare il tetto al prezzo del gas. Il partito di Silvio Berlusconi vorrebbe far pagare le bollette nella stessa misura dell’anno scorso e abbattere l’Iva sui beni di prima necessità come pane, pasta, latte.

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