Draghi: serve uno sforzo straordinario per mettere al riparo il Pnrr

Mario Draghi suona la carica e dopo la pausa estiva richiama i ministeri interessati affinché si rispettino i tempi dell’attuazione del programma di riforme e investimenti dell’esecutivo e si raggiungano i traguardi e i target del Pnrr. L’obiettivo, evidentemente, è quello di chiudere il maggior numero di dossier, mettere a riparo i fondi da incassare dall’Europa nel 2022 e lasciare un carico più leggero di cose da fare al nuovo governo che si formerà dopo le elezioni. A Palazzo Chigi hanno fatto i conti sulle tempistiche, il nuovo esecutivo dovrà affrontare prima di tutto il rinnovo dei decreti sul caro energia e carburanti, oltre alla manovra economica tutta da scrivere e da approvare entro il 31 dicembre. E le previsioni che circolano indicano il possibile insediamento del nuovo governo la prima settimana di novembre. Il Piano di ripresa e resilienza, come spesso ha ricordato il premier Draghi, rientra nel perimetro delle urgenze per cui è nata la sua squadra a febbraio del 2021 e in quelle indicate dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, quando ha sciolto le Camere consegnando all’ex capo della Bce gli affari correnti potenziati. “Vietato perdere tempo”, è l’ordine di scuderia.

La linea è tracciata e a spiegarne dettagli e timing è il sottosegretario Roberto Garofoli che ha riunito i capi di gabinetto dei dicasteri. Ogni amministrazione, durante l’incontro, ha presentato una ricognizione sullo stato dell’arte e sui tempi per raggiungere Milestones e target del secondo semestre 2022. Il messaggio è stato chiaro: “Accelerare e adottare tutte quelle misure che, sulla base delle scadenze e del cronoprogramma previsto dal Piano, possono essere anticipate a settembre e ottobre”. Non a caso l’Ufficio del programma di governo ha elaborato “dei target molto ambiziosi che portino ad una drastica riduzione dello stock della XVIII legislatura con un target complessivo di 121 provvedimenti a settembre e 122 provvedimenti ad ottobre”. Pertanto “per ogni Amministrazione sono stati elaborati dei target quantitativi, ma anche specifici con l’indicazione dei provvedimenti, avendo già provveduto ad escludere i decreti presenti nello stock con un termine di scadenza ai sensi di legge fissato per fine 2022 o addirittura per il 2023 oppure caratterizzati da un iter di adozione troppo lungo per essere perfezionato in due mesi (ad es. regolamenti con dpr) ovvero ancora provvedimenti rispetto ai quali la singola amministrazione ha rappresentato la sussistenza di gravi problematicità attuative”. 

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