Dopo essere riuscito a raccogliere le firme, Luigi de Magistris lancia da Napoli la sua lista di Unione Popolare, partito fondato con movimenti, associazioni sociali, con Potere al Popolo per “portare in Parlamento il riscatto del Sud rispetto a chi sta al potere”. “Chi fino a oggi sta nel governo Draghi, compreso il M5S ha spinto per l’autonomia differenziata, che significa spaccare ancora di più l’Italia in due, i più deboli sempre più deboli e i più forti sempre più forti”. L’ex sindaco di Napoli riparte da un cinema a due passi da Piazza Dante, nel cuore della città ora popolata di turisti ma anche di cittadini in difficoltà, come in molti luoghi del Sud: per questo difende, con modifiche, il reddito di cittadinanza.
“È un reddito contro la povertà serve a sostenere e non può essere eliminato. Alcuni l’hanno utilizzato un po’ per parcheggiare delle persone all’infinito, io penso che il percettore di reddito voglia anche essere aiutato dallo Stato per trovare lavoro e dignità. Vogliamo mettere in campo politiche attive per il lavoro: assunzioni nel pubblico”. Sul salario minimo “tutti ne parlano ma quando hanno governato non l’hanno fatto. Noi diciamo che serve un salario di almeno 10 euro all’ora e quindi di 1.600 euro. Queste misure sono sostenibili perché noi a differenza degli altri che vogliono dare a tutti, e dicono bugie perché non potranno mai, siamo molto chiari: chi ha tantissimo ed è super ricco deve dare, chi deve ricevere è chi è in difficoltà, i giovani, i poveri, il ceto medio, le aziende in difficoltà, i braccianti, gli artigiani”. “Questa è la vera sinistra”.
