Ieri sera il Mef ha comunicato di aver scelto il fondo Usa Certares, in partnership commerciale con AirFrance-Klm e Delta, per la possibile vendita di Ita Airways. Secondo quanto trapelato, Certares sarebbe pronta ad acquisire il 50% più uno della società. L’accordo prevederebbe inoltre che il Mef possa esprimere il Presente della compagnia, su cui però deve ottenere il gradimento della cordata. Al contrario, la scelta dell’amministratore delegato toccherebbe ai soci della cordata di Air France, ma su questo sarà necessario, comunque, un accordo con il Mef. Delusa dalla scelta Lufthansa, che fa notare come la decisione presa comporti “una maggiore influenza dello Stato e non prevede una completa privatizzazione di Ita” e allo stesso tempo sottolinea che l’offerta congiunta con Msc “era e continua ad essere la soluzione migliore per Ita”.
Sulla decisione, le forze politiche si sono spaccate: da un lato FdI, con Giorgia Meloni che, da Pescara, ribadisce che il futuro della compagnia di bandiera deve essere deciso dal prossimo esecutivo: “L’attuale governo dovrebbe fare le cose minime, essendo il Parlamento formalmente sciolto; quindi, non credo che una materia così strategica sia di sua competenza”. E avverte: “Tutto quello che posso fare per impedirlo sono pronta a farlo”. Dall’altro, +Europa, Azione e Italia Viva accolgono positivamente la decisione dell’esecutivo, sia per la compagnia che per i contribuenti. “Giorgia Meloni vuole spendere altri miliardi di euro per Ita-Alitalia. Nessuna sorpresa, vogliono tornare al panettone di Stato”, scrive Carlo Calenda. “Dopo aver buttato via 10,6 mld di soldi dei contribuenti non vogliamo sprecarne altrettanti”, chiosa invece Luigi Marattin, di Iv. Al coro si aggiunge poi Benedetto Della Vedova: “La vendita deve proseguire nell’interesse della compagnia stessa che ha bisogno di investimenti per competere e crescere. E nell’interesse dei contribuenti che hanno ripianato perdite miliardarie per anni e anni”.
