Riscaldamenti, avvio per zone
Il riscaldamento si abbassa di un grado, imprese pronte a staccare la luce ma è vietato usare la parola razionamento, in caso di emergenza sarà una scelta delle industrie. Italia di nuovo divisa a zone come per la pandemia, ma questa volta per zone di calore. L’accensione dei riscaldamenti sarà accorciata di 15 giorni (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio). È quanto prevede il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale presentato ieri dal Ministero della Transizione Ecologica (Mite).
l pacchetto di misure ha l’obiettivo di ridurre l’utilizzo del gas del 15% per rispettare gli impegni presi in sede Ue; che tradotto in valori assoluti corrisponde ad un taglio di 8,2 miliardi di metri cubi di gas consumati dall’Italia. L’ obiettivo, che per ora è solo volontario, è stato stabilito dai 27 paesi dell’Ue all’interno del Regolamento relativo alle misure coordinate di riduzione della domanda di gas nel periodo che va tra il 1° agosto 2022 al 31 marzo 2023 (Regolamento 2022/1369). Ma resta aperta la possibilità di una riduzione obbligatoria del 7% dei consumi nel caso in cui venga attivato lo stato di emergenza “Allerta Ue”, con un taglio vincolante di 3,6 miliardi di metri cubi di gas consumato.
Riscaldamenti tiepidi. Un decreto del Ministro della Transizione Ecologica disporrà la l’accensione del riscaldamento a 19 gradi nelle abitazioni e 17 gradi negli edifici industriali (con due gradi di tolleranza). La misura, inoltre, prevede l’introduzione di limiti di ore giornaliere e di durata del periodo di riscaldamento, in funzione delle fasce climatiche in cui è suddiviso il territorio italiano. Le diverse zone (A più mite e F più fredda) prevedono regole da cui sono comunque esclusi ospedali, case di ricovero, scuole. Zona A: ore 5 giornaliere dal 8 dicembre al 7 marzo; Zona B: ore 7 giornaliere dal 8 dicembre al 23 marzo; Zona C: ore 9 giornaliere dal 22 novembre al 23 marzo; Zona D: ore 11 giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile; Zona E: ore 13 giornaliere dal 22 ottobre al 7 aprile; Zona F: nessuna limitazione.
Industria. Per il momento il contenimento dei consumi per le industrie è “volontario”, riporta il Piano, “ma è aperto un confronto con le categorie produttive in modo da valorizzare tutte le opportunità a basso impatto sulla produzione e comunque salvaguardando i settori strategici”. Tali misure vanno a potenziare quanto già oggi prevede “l’interrompibilità volontaria”.
Misure volontarie. Tra i comportamenti consigliati per cittadini e imprese, si elencano: la riduzione della temperatura e della durata delle docce, l’utilizzo anche per il riscaldamento invernale delle pompe dei condizionatori, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’utilizzo di lavastoviglie e lavatrice a pieno carico, il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione, lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando in vacanza, non lasciare in stand by TV, decoder, Dvd, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine.
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