Il report degli 007 Usa sui finanziamenti russi alle forze politiche di diversi Paesi irrompe nel bel mezzo della campagna elettorale. I partiti italiani vanno in fibrillazione. A tranquillizzare gli animi ci pensa il Copasir, che per voce del presidente Adolfo Urso esclude, per ora, un coinvolgimento dall’Italia. Di parere opposto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che invece sospetta che nel dossier possa esserci più di un partito collegato alla Russia. E comunque si attende l’audizione dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, che si terrà domani al Copasir. “Posso dire che al momento non esistono notizie che riguardano l’Italia” afferma Urso, commentando da Washington il documento del Dipartimento di Stato Usa secondo cui la Russia, dal 2014, ha impiegato oltre 300 milioni di dollari per tentare di influenzare esponenti politici e alti funzionari di oltre una ventina di Paesi, anche in Europa. Il presidente del Copasir sente subito Gabrielli, che “giustamente ha attivato i canali ufficiali per avere notizie”. Poi convoca la riunione del Comitato. Intanto i partiti italiani vanno in tensione.
“Sono certa che FdI non prende soldi dagli stranieri”, assicura Giorgia Meloni, annunciando querela a La Repubblica e all’ex ambasciatore Usa alla Nato Kurt Volker, inviato speciale per l’Ucraina con il presidente Donald Trump, che in un’intervista al quotidiano parla di eventuali fondi di Mosca a FdI. Il segretario del Pd Enrico Letta chiede “verità al Governo prima del voto”, così come il leader di Azione Carlo Calenda, secondo cui “i nomi dei politici e/o dei partiti italiani che hanno ricevuto finanziamenti dalla Russia devono essere resi noti” per consentire agli elettori di prendere “una decisione consapevole il 25”; sulla stessa linea i Radicali e Sinistra italiana. In molti, comunque, chiamano in causa Matteo Salvini, ricordando i rapporti della Lega con il partito Russia unita di Putin; “Stiamo parlando del nulla, di aria fritta”, risponde secco il leader del Carroccio che poi aggiunge: “Non scherziamo, io rispondo soltanto agli italiani” e chiunque dica che la Lega ha preso soldi da governi stranieri “prenderà una querela, perché sono stufo di queste menzogne”. Intervengono per fugare ogni dubbio anche il leader di FI Silvio Berlusconi e Giuseppe Conte. Matteo Renzi non si scompone: “La propaganda russa è intervenuta sulla campagna elettorale? Lo ha sempre fatto” ma “secondo me agli italiani questa cosa non farà cambiare opinione”.
