Un freno per l’Italia da parte di Dombrovskis: per ora nessuna revisione

Apportare piccoli aggiustamenti al Pnrr è ‘possibile se ci sono “circostanze oggettive”, ma pensare di poterlo ridiscutere è pericoloso: c’è il rischio di perdere tempo e di conseguenza i fondi perché “le tempistiche di attuazione sono molto strette”.

Lo ha detto in un’intervista alla Stampa il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, raffreddando le aspettative delle forze politiche che hanno dichiarato di voler riscrivere il Pnrr.

Dombrovskis ha spiegato che i margini per un intervento in questo senso sono estremamente limitati e che anche le tentazioni di uno scostamento di bilancio per rispondere al caro-energia andrebbero tenute a bada perché è necessario mantenere “un prudente equilibrio”.

Quanto al fatto che il governo che uscirà dalle elezioni potrebbe chiedere di rinegoziare il Pnrr, “al momento ci aspettiamo che gli Stati membri si facciano avanti con una revisione dei loro piani nazionali di ripresa e resilienza in due diversi contesti. Il primo è basato sul fatto che ci sarà una riallocazione dell’ultima tranche di sussidi: di conseguenza, specialmente i Paesi che avranno fondi aggiuntivi dovranno aggiustare i rispettivi piani con ulteriori investimenti e riforme per ricevere le risorse addizionali. Il secondo e invece nel contesto del programma RepowerEu al fine di preparare i capitoli dedicati”, ha precisato.

Dombrovskis ha sottolineato che si sta valutando la possibilità di un aggiustamento legato ai maggiori costi dovuti all’aumento dei prezzi, “e nelle ultime linee-guida abbiamo esplicitamente incluso l’inflazione tra le circostanze oggettive che possono ostacolare il raggiungimento dei traguardi o degli obiettivi. In ogni caso, però, vogliamo che la revisione non porti a un abbassamento del livello di ambizione dei piani e non torni indietro rispetto ai traguardi e agli obiettivi concordati”.

Quanto a una possibile revisione dei piani per motivi “politici”, il regolamento è “chiaro” su quali basi si possono rivedere i piani. “E vale la pena far notare che le tempistiche di attuazione sono piuttosto strette. Quindi, anche da quel punto di vista, iniziare a ridiscutere tutto può far rallentare l’attuazione dei piani, con il conseguente rischio di non riuscire a utilizzare tutti i fondi”.

“Noi pensiamo che sia importante che ora gli Stati si concentrino sull’attuazione dei piani. Quei fondi”, ha aggiunto, “erano stati concepiti per spingere la ripresa economica post Covid e ora stiamo affrontando un altro rallentamento dovuto all’aggressione russa contro l’Ucraina, quindi è importante che gli Stati membri utilizzino effettivamente quei fondi per sostenere l’economia e per agevolare le riforme e gli investimenti”.

Sugli aiuti a famiglie e imprese per affrontare il caro-energia, “è importante che le misure di sostegno siano ben mirate e temporanee. Oggi non è possibile fornire un sostegno su vasta scala come e’ stato fatto in risposta alla crisi del Covid perchè gli Stati sono usciti dalla pandemia con livelli di debito molto più alti. Inoltre è importante che tali misure di sostegno non siano in contraddizione con quello che è l’obiettivo della Bce, vale a dire la riduzione dell’inflazione. Bisogna trovare il giusto equilibrio”.

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