La Meloni sfida l’Ue rilanciando con vigore interesse nazionale e sovranità

Pochi giorni dopo le polemiche sull’Ungheria, Giorgia Meloni rilancia, con parole estremamente posate, la questione della sovranità: “Quello dei nostri ordinamenti, nazionale ed europeo, che si debbano amalgamare, è un tema che esiste”, una riflessione serve per “organizzare meglio la difesa dell’interesse nazionale in una dinamica europea”. Illustra il ragionamento in Tv, e poi, dal palco di Caserta lancia un allarme: “È il sesto comizio che faccio e ci sono ancora contestatori che provocano” dice indicando un gruppo di persone con manifesti su ddl Zan e cannabis.  Chiamerò di nuovo il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che evidentemente non sa fare il suo lavoro. Perché le altre volte si poteva parlare di incompetenza, ma ora penso sia una cosa fatta apposta. Si sta cercando l’incidente”.

In mezz’ora approfondisce il tema dei rapporti con l’Ue, affrontandolo sul piano istituzionale, più che politico: “Gli organismi europei decisionali sono organismi di governo, noi diciamo che la sovranità appartiene al popolo e si manifesta nelle scelte parlamentari. È un dibattito che dobbiamo porre con garbo e questo non significa uscire dall’Ue ma dare dei correttivi”. Il ragionamento non ha nulla a che vedere con la vicinanza alle posizioni del presidente ungherese; anche su quello Meloni chiarisce: “Orban farà le sue scelte, ma io non faccio quello che dice Orban. Io non faccio quello che dice nessuno, io guardo solo all’interesse nazionale italiano”. Però, “non sono d’accordo con ciò che l’Ue sta facendo con l’Ungheria. Noi siamo in mezzo a una guerra fatta contro l’occidente, non abbiamo interesse a spaccare l’Europa ma a compattare l’Europa contro gli avversari. All’Onu l’Ungheria non ha votato con la Russia ma con l’Europa. E la Polonia è in prima fila nello scontro con la Russia e si sta accollando i profughi dell’Ucraina”.

In tv, la leader di FdI torna anche sul tema dell’aborto: “Non ho mai detto che voglio modificare la 194 ma ho detto che voglio applicarla: vorrei aggiungere diritti, che le donne che si trovano nelle condizioni di abortire perché non hanno alternative, magari per ragioni economiche, possano avere quell’alternativa”. Poi difende il diritto dei medici all’obiezione di coscienza: “C’è anche la coscienza delle persone, anche quella è libertà”. La leader di FdI è data in cammino per Palazzo Chigi, sarebbe la prima donna presidente del consiglio, ma per il segretario del Pd, Enrico Letta, non sarebbe una svolta: “Chi dice tre parole, Dio, Patria, Famiglia, ne intende una sola: patriarcato” spiega, “Meloni guida FdI perché non contesta ma esalta un modello maschilista e reazionario di società. Femminile non significa femminista”. Per la leader di Fdi, gli attacchi sono dovuti alla “paura della sinistra di perdere”.

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