Letta riunisce i Sindaci e attacca la Lega: Pontida ormai provincia dell’Ungheria

Domenica è stata la volta dei sindaci democratici e progressisti in piazza a Monza per tirare la volata al segretario dem Enrico Letta a sette giorni dal voto. In 500, secondo gli organizzatori, sono arrivati nel capoluogo per partecipare alla manifestazione “I comuni per l’Italia”, con obiettivo dichiarato contrapporre il “buon governo” degli amministratori Pd alla “propaganda” della Lega andata in scena in concomitanza a Pontida, come ribadito dal primo cittadino di Pesaro e coordinatore dei sindaci dem Matteo Ricci. Un luogo, quello del tradizionale raduno leghista, “diventato ormai provincia dell’Ungheria” mentre “Monza, oggi, è una grande capitale europea”, questo l’attacco lanciato alla destra da Letta, subito dopo essere sceso dall’ecobus elettrico con cui ha raggiunto il palazzo dell’Arengario: “Non vogliamo che l’Italia segua il messaggio di Pontida, cioè andare verso l’Ungheria, verso una democrazia che si sta perdendo, tanto che il parlamento Ue l’ha sanzionata. Non vogliamo un’Italia che strizza l’occhio a Orban e Putin, vogliamo un’Italia che sia nel cuore dell’Europa e fedele alle sue alleanze”. Quindi l’affondo: “Il partito del Nord contro il Sud non andrà da nessuna parte, perché l’Italia è una e unita” e “noi siamo gli unici in grado di offrire politiche e soluzioni nazionali”. A dispetto dei sondaggi che danno Giorgia Meloni con FdI in testa, per Letta “non c’è nessun destino già scritto se noi vogliamo che questo destino cambi, e noi lo vogliamo”.

Parole che fanno il paio con quelle del sindaco di Milano Beppe Sala che l’ha preceduto sul palco: “Non è tutto scontato e bisogna con fiducia guardare al Paese e ai nostri concittadini” ha affermato Sala, invitando a lottare “fino all’ultimo voto” ma senza perdere “l’umanità”. Oltre venti i sindaci che si sono alternati sul palco; per il primo cittadino della Capitale Roberto Gualtieri, intervenuto con un videomessaggio, “è nostro dovere scendere in campo per dire agli italiani che questo è un voto fondamentale, è un grande ballottaggio. Ci sono solo due voti possibili: la destra, che fa tornare indietro sui diritti e sullo sviluppo, oppure proseguire sulla strada per rendere il Paese più giusto e inclusivo. Queste elezioni le possiamo vincere”. D’accordo il primo cittadino di Bari e presidente nazionale dell’Anci Antonio Decaro, che per gli ultimi giorni di campagna elettorale ha voluto usare la “metafora di Forrest Gump: noi abbiamo la forza per correre e vincere”.

Agli indecisi si è rivolto il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Abbiamo tanti italiani che ancora non si sono fatti un’idea precisa, quasi quattro italiani su dieci, ed è a loro che ci rivolgiamo: pensate a cosa di buono abbiamo fatto in questi anni, se siete contenti di come stiamo governando le nostre città allora dateci fiducia anche per governare il Paese”. Il responsabile Regioni ed enti locali del partito Francesco Boccia ha avvertito: “Con il Pd ci sarà l’Italia della coesione sociale, con la destra flat tax e tagli alla sanità”. “Qui a Monza non siamo contro qualcosa ma per il Pnrr, per un’Italia solida e anche più giusta”, ha rimarcato parlando con i cronisti l’economista Carlo Cottarelli, candidato con il Pd al Senato. All’evento hanno preso parte, tra gli altri, Stefano Lo RussoMatteo Lepore e la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, abbracciata sul palco dal Letta dopo le alluvioni nelle Marche.

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