Lo sconfitto Letta anticipa il congresso. Pronti Bonaccini, Schlein e Ricci

Per spirito di servizio era tornato da Parigi, per lo stesso spirito di servizio Enrico Letta condurrà il Pd a un congresso al quale non si ricandiderà per la segreteria. Il leader ne parla con lo Stato maggiore in mattinata e poi in conferenza stampa subito dopo. L’analisi della sconfitta è netta e condivisa, e condivisa è anche la necessità di “evitare ulteriori traumi e nuove rotture al partito”. Ecco perché alla fine la scelta è per una “gestione ordinata” del percorso di avvicinamento al congresso. La scadenza naturale è a marzo: i tempi tecnici di avvio della legislatura e di formazione del Governo non permettono di partire prima di un mese, un mese e mezzo. Per mettere in moto la macchina e arrivare al traguardo ci vogliono poi “minimo tre mesi”.

A gennaio potrebbero tenersi le Regionali nel Lazio e in Lombardia. Le primarie per il nuovo segretario potrebbero essere a febbraio. Davanti ai giornalisti Letta ribadisce la linea: “I numeri dimostrano che l’unico modo per battere la destra era fare il campo largo, non è stato possibile non per nostra volontà”, insiste. Quanto a chi già bolla come affrettato l’addio al M5S, l’ex premier ricorda: “Se dopo Draghi arriva Meloni è per colpa di Conte che ha fatto cadere il Governo”. E su Carlo Calenda, taglia corto, suo il “fuoco amico” che, ad esempio, non ha permesso a Emma Bonino di entrare in Parlamento. Per il segretario, quindi, il congresso dovrà segnare una “profonda riflessione sul concetto di un nuovo Pd che sia all’altezza di questa sfida epocale, di fronte a una destra che più destra non c’è mai stata”. Intanto, però, sono i nomi dei possibili candidati al dopo Letta a circolare: Stefano Bonaccini resta una possibilità alla quale guardano in tanti anche se per il momento non esce, giustamente, allo scoperto.

Dall’area dem che fa riferimento a Lorenzo Guerini e Luca Lotti confermano: nessuna volontà di mettere marchi su possibili candidati, anche se “se Bonaccini si candidasse noi lo sosterremmo”. In campo, in un derby tutto emiliano, potrebbe esserci anche la vicepresidente di Bonaccini in Consiglio regionale Elly Schlein: incoronata dal Guardian come “stella nascente” del centrosinistra e volto “anti Meloni” della campagna elettorale, l’ex europarlamentare potrebbe essere la carta “left” da giocare, entrando poi a pieno diritto in quelle “nuove generazioni” alle quali Letta ha fatto riferimento per il futuro. Anche Matteo Ricci, sindaco di Pesaro e coordinatore dei primi cittadini Pd, valuta la corsa alla segreteria; secondo i rumors, una sua riflessione sarebbe in corso visto il pressing di alcuni amministratori locali dem per “valorizzare le esperienze maturate sul territorio”. E anche Paola De Micheli, secondo alcune voci, alla fine potrebbe decidere di correre. Quello che è certo è che gli elettori hanno chiesto al Pd un cambiamento e l’avvio di una nuova fase che produca risposte nuove da persone nuove e soprattutto che sia capace di fare opposizione a una destra sovranista che si appresta a governare il Paese.

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