Conte parla di un grande successo e punta a essere il leader dell’opposizione

Il giorno dopo il voto Giuseppe Conte parla del recupero del M5S come di “un grande successo” e incassa anche il plauso del garante Beppe Grillo, che rompe il silenzio e twitta “Viva il Movimento 5 Stelle!”, accompagnando l’esultanza con un video dei suoi in cui paragona il Movimento a un nespolo malridotto cui “gliene abbiamo fatte di tutti i colori” ma “fa delle nespole bellissime”. E tocca persino al vecchio capo politico Luigi Di Maio, grande sconfitto dalle urne e fuori dal Parlamento, fare i “complimenti a Giorgia Meloni e Giuseppe Conte, i due vincitori di queste elezioni”. Insomma, dal voto esce un risultato che il leader pentastellato sembra voler subito capitalizzare. Approfitta delle difficoltà del Pd per proporsi come leader dell’opposizione che fissa paletti sia nei confronti dei vincitori del centrodestra che di eventuali futuri alleati nel campo progressista. Conte, infatti, archivia definitivamente l’intesa con Letta: “Ha puntato il dito contro di me esplicitamente e univocamente”, dice, ma “quando c’è una sconfitta come quella del Pd, il leader non cerca capri espiatori cui addossare la responsabilità”.

Prima del congresso “non ci sarà alcun dialogo” coi dem, assicura, prima “bisogna capire che Pd verrà fuori dal confronto interno che ci sarà. All’esito di quello, vedremo se ci saranno le condizioni per riallacciare il dialogo”. Anche l’alleanza per le regionali nel Lazio è a rischio, perché dopo quanto accaduto in queste elezioni “non sarà facile dialogare con noi”, avverte l’ex premier, che lancia un messaggio altrettanto chiaro a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli: “Se si uniranno alle nostre battaglie ne saremo contenti. Ma bisogna dimostrare nei fatti di essere d’accordo con noi”. Quanto al centrodestra, Conte ne riconosce la vittoria, fa gli auguri a Giorgia Meloni ma avvisa: “Difenderemo i nostri valori e i principi costituzionali, e non faremo sconti. Nella prospettiva di un governo di centrodestra non ci sentiamo di festeggiare alcunché”. Il presidente dei cinque stelle promette battaglia sul presidenzialismo e sull’agenda sociale: “Se verrà toccato il reddito di cittadinanza l’opposizione sarà durissima e inflessibile. Su questo come sul principio di progressività del sistema fiscale non faremo sconti”.

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