Pd, già partita la corsa alla successione di Letta
L’annuncio del segretario Enrico Letta di non ripresentarsi al prossimo congresso del Partito democratico ha dato il via alla corsa alla nuova leadership. Tanti i nomi che circolano per la successione di colui sul quale in molti fanno ricadare la copa del tracollo elettorale. “Siamo una comunità, non c`è un proprietario del Pd. Vedremo. Era già previsto che si votasse a marzo. Enrico Letta accompagnerà in maniera ordinata il percorso di una grande comunità politica. Ci sarà tempo per confrontarci sui programmi”, ha detto Francesco Boccia (Pd) a Rtl 102.5. Tra i nomi circolanti anche quello del sindaco di Pesaro. “Io candidato segretario? Non è il momento di fare nomi e cognomi, ma nessuno si può sottrarre a una fase di ricostruzione del partito. Io non mi sottraggo. Occorre rifondare il Pd. Dargli un’anima. O forse addirittura andare oltre il Pd”, afferma Matteo Ricci in una intervista con Repubblica. “Non è il momento di fare nomi e cognomi. Ma serve aprire una fase costituente. Bisogna avere tutti il coraggio e l’umiltà di capire perché non siamo mai diventati una sinistra popolare nel Paese”, spiega il sindaco di Pesaro. Cambiare il nome al Pd? “Non lo so. Ma bisogna rifondarlo”, risponde Ricci aggiungendo quanto a una possibile sua candidatura a segretario che “ci sono tanti amministratori che me lo stanno chiedendo, vedremo quando sarà ora. Io cercherò di dare il mio contributo di idee, ma il tema non sono le ambizioni personali o i nomi perché dobbiamo rimboccarci le maniche e ricostruire dando una speranza ad un popolo che in queste ore è preoccupato e avvilito”, dice il primo cittadino pesarese. “Dopo quasi vent’anni, il Pd ha bisogno di un tagliando generale. Abbiamo subito troppo i miti del liberismo e il fascino dei tecnici, dei tecnocrati, dei governisti a tutti i costi. Sono tendenze maturate nel corso di trent’anni. Vanno raddrizzate”, dice Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd. “Per questo, è sbagliato gettarci in un improvvisato, superficiale e ipocrita gioco sui nomi e gli organigrammi. Occorre attivare nuovo pensiero, cultura e competenze. Letta ha condotto il Pd con molta dignità. Va rispettato e ringraziato per il servizio che ha svolto in un momento difficilissimo. Sarebbe codardo gettare la croce solo su di lui”. Per Bettini “un congresso vero serve come il pane. Anche per cambiare il partito: in alcune zone d’Italia, familistico, di potere, eticamente debole, diviso e inviso a settori importanti dell`opinione pubblica”.
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