Oggi si apre una settimana cruciale per la nascita del nuovo Governo: eletti i presidenti delle Camere, oggi si formeranno i gruppi parlamentari, domani saranno eletti i rispettivi presidenti e, mercoledì dovrebbe partire la convocazione delle consultazioni. La data cerchiata è quella di giovedì 20 ottobre: Sergio Mattarella nello studio alla Vetrata telefonerà al presidente emerito Giorgio Napolitano, riceverà Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, poi via via le delegazioni di coalizioni e partiti, fino a trarre le sue conclusioni. Chi sarà l’incaricato e quanto tempo servirà a far nascere il nuovo esecutivo dipenderà dalla politica. Se l’incontro di oggi fra Meloni e Berlusconi si risolverà in una pace tra i due, l’iter per le consultazioni dovrebbe prevedere la salita al Colle della coalizione di centrodestra alleati in un’unica delegazione, con l’indicazione unanime di Giorgia Meloni come premier, e quindi un incarico da parte del Capo dello Stato già venerdì.
La leader di FdI si potrebbe prendere qualche ora per un nuovo confronto con i partiti di maggioranza e nel caso anche un giro di cortesia con i partiti di opposizione (i precedenti ci sono per entrambi i casi). Dopo qualche ora o giorno potrebbe tornare al Colle, sciogliere la riserva e giurare, fra sabato 22 e martedì 25. Se invece il colloquio tra Meloni e Berlusconi non risolvesse, cosa improbabile, tutti i problemi, se come minaccia la delegazione azzurra andasse da sola al Colle e non indicasse la leader di FdI come premier, Sergio Mattarella avrebbe davanti a sé diverse strade e i precedenti indicano più di una soluzione per superare l’impasse: il Capo dello Stato potrebbe fare un secondo giro di consultazioni, oppure dare a Giorgia Meloni un incarico pieno attendendo una schiarita dalle consultazioni con gli alleati da presidente del Consiglio in pectore, o assegnare un incarico esplorativo, sempre a lei o a una figura istituzionale per dare altro tempo; se tutto si risolvesse, l’incarico a Giorgia Meloni sarebbe confermato e il giuramento slitterebbe di qualche giorno. In ogni caso toccherà poi al Parlamento esprimere la fiducia alla nuova premier.
