Boldrini se le inventa tutte: “partito della Meloni doveva essere Sorelle d’Italia”

Non sa più cosa inventarsi la dem Laura Boldrini per attaccare il centrodestra e, in particolare, Giorgia Meloni. Ora la piddina si fa portavoce delle femministe di sinistra contro la nuova leader del Paese, che vuole essere chiamata, come tutti i suoi predecessori, il “presidente” del Consiglio, e non “la presidente”.  L’ex presidente della Camera Laura Boldrini ha ovviamente colto la palla al balzo per sollevare l’ennesimo futile polverone: il partito del nuovo premier è maschilista e dovrebbe chiamarsi “sorelle d’Italia” e non solo “Fratelli”.

Eppure anche l’Accademia della Crusca non ha nulla in contrario con l’epiteto che la Meloni esige: decide lei come farsi chiamare, come già aveva spiegato il presidente Claudio Marazzini all’Adnkronos. Quest’ultimo aveva già chiarito che non è sbagliato mantenere il nome istituzionale al maschile e non forzarlo al femminile: “Chi preferisce le forme tradizionali maschili ha diritto di farlo”.

Ma il delirio della Boldrini non ha sentito ragioni: “La prima donna premier si fa chiamare il presidente. Cosa le impedisce di rivendicare anche nella lingua il suo primato. La Treccani dice che i ruoli vanno declinati. Affermare il femminile è troppo per la leader di FdI, partito che già nel nome dimentica le Sorelle?”, ha twittato la piddina. Fa sorridere il commento dell’esponente FdI Andrea Del Mastro sotto le parole imbarazzanti della Boldrini: “La psicopolizia del linguaggio”. Qualcun altro, pur essendo di sinistra, ammette lo sconcerto: “Io voto a sinistra, mannaggia a me, ma quando leggo queste stronzate non mi stupisco che al governo ci si la destra”.

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