Subito abolizione della Legge Fornero, quota 41, flat tax al 15% e pace fiscale. Il Governo è nato da pochi giorni, eppure la Lega pone già i suoi paletti in materia economica. Insomma, il Carroccio fa capire che non intende minimamente svolgere un ruolo marginale, ma anzi, in qualche modo, detta una sua agenda economica, in modo autonomo rispetto alla coalizione. Nel corso di una riunione con i massimi esperti del partito, compreso il neoministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini esplicita la volontà di far sentire subito la sua voce forte e chiara; anche dalle sue prime azioni da Ministro delle Infrastrutture emerge la volontà di incidere su ogni versante, non solo su quello delle grandi opere (si pensi al Ponte sullo Stretto) ma anche su quello della sicurezza e della lotta all’immigrazione clandestina.
Non a caso ha incontrato l’Ammiraglio Nicola Carlone, comandante generale della Guardia Costiera, un corpo che, ricorda la Lega, “vanta un personale con 10.800 donne e uomini e centinaia di uffici e comandi in tutta Italia”. Come dire, un piccolo esercito a sua disposizione pronto a battersi per “tornare a difendere i confini”, spiega a Porta a Porta, proprio come fece quando era al Viminale ma anche per dare come acquisita la delega sui porti. Il suo attivismo cade alla vigilia del voto di fiducia a Montecitorio, dal resto della maggioranza nessun commento ufficiale ma trapela irritazione. Ovviamente, da parte della Lega, nessuno pensa di voler lanciare alcun ultimatum a un Governo che non ha ancora assunto alcuna decisione: “Era una riunione di partito” minimizza il leghista Claudio Borghi rivolto agli alleati “e penso che anche loro facciano riunioni con i vari dipartimenti. Riunioni sull’economia ne abbiamo sempre fatte, avremmo dovuto sospenderle per l’occasione?”. Ma al di là delle schermaglie è chiaro che la Lega vuole spingere forte l’acceleratore su alcuni temi identitari che hanno segnato la sua campagna elettorale che nessuno vuole mettere in secondo piano ora che sono al governo: si pensi alla flat tax, da sempre poco gradita a FdI, alla pace fiscale e alla riforma delle pensioni.
Ma anche immigrazione e autonomia. Il mantra è fare presto, ma anche bene; per Salvini “Abbiamo un Governo scelto dagli italiani, ma la fiducia non è illimitata. Ci sono state delle fibrillazioni ma l’idea di Paese è chiara: riforma, giustizia, pensioni”. Pressing, appunto, anche sul fronte dell’autonomia: il Ministro agli Affari Regionali Roberto Calderoli annuncia di aver già sentito nel week end tutti i governatori e che, dopo la fiducia, inizierà “una serie d’incontri con le delegazioni di tutte le Regioni”. Insomma, tutti elementi di una strategia da parte della Lega che punta a mettere pressione sul Presidente del Consiglio alle prese da subito con scelte importanti, già nella prossima legge di bilancio. Una prima uscita che potrebbe essere un piccolo antipasto di quella che sarà la linea nel nuovo esecutivo.
