La moneta elettronica penalizza i più poveri: Meloni contro il limite al contante

La leader di Fratelli d’Italia, durante la replica al Senato sulla fiducia, ha toccato diversi temi di interesse per il futuro del Paese, chiarendo le linee programmatiche del suo nuovo Governo.

“Quando hai risorse limitate devi scegliere una strada, decidere dove vuoi andare e poi ragionare sui provvedimenti concreti”, dice rivendicando la scelta di disegnare l’Italia che vorremmo. “Dove andare e poi far calare da quella visione i provvedimenti. Lo abbiamo visto negli anni scorsi, con governi retti da forze che avevano idee contrapposte. Rivendicavano obiettivi che non stavano insieme. Producendo un mancato miglioramento delle condizioni per questa nazione. E producendo miliardi di debito che graveranno sulle spalle dei nostri figli”.

Giorgia Meloni è contraria alla proposta del salario minimo legale: “penso che rischi di non essere una soluzione a questo problema. Ma piuttosto uno specchietto per le allodole. Perché tutti sappiamo bene che ci sono contratti collettivi nazionali che hanno già dei salari minimi”. Poi spiega: “la tassazione sul lavoro è al 46% e quindi se non abbassiamo le tasse sul lavoro, i salari resteranno bassi comunque. È una misura che ha un costo rilevante ma ci prendiamo questo impegno nel medio termine”.

Il presidente del Consiglio si sofferma in particolar modo sul Pnrr e sul tetto del contante. “Sul Pnrr è stato detto che volevamo stravolgerlo e poi siamo tornati indietro. Noi abbiamo detto una cosa molto chiara. Mai che andasse riscritto o stravolto. Ma che, sulla base dell’art. 21 del Next Generatio Ue, bisognava valutare se gli scenari sono cambiati. Quando è stato scritto non c’era la guerra in Ucraina, non c’era la questione energetica e il rincaro delle materie prime. Con un aumento dei costi delle materie prime del 35%, voi pensate senza affrontare questo aspetto riusciremo a mettere a terra le risorse? Io temo di no, temo che le gare andranno deserte”.

In merito al tema del tetto al contante, il premier ha ribadito di essere contraria al limite dello stesso. “Non c’è correlazione con il sommerso. Ci sono paesi in cui il limite non c’è, ma l’evasione fiscale è bassissima. Non lo dico io. Ma Pier Carlo Padoan, ministro del Pd dei governi Renzi e Gentiloni. La Germania non ha un tetto, l’Austria pure. La moneta elettronica non è moneta a corso legale, penalizza i più poveri”.

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