Non solo limiti più alti per i forfettari, nella legge di bilancio 2023, debutterà anche la flat tax incrementale, una tassazione agevolata al 15% per chi non rientra nel perimetro dei nuovi forfettari. Un superbonus, poi, rivisto, o meglio, razionalizzato e selettivo. Valutazioni sui tetti delle detrazioni di imposta e sul reddito di cittadinanza e riscrittura in corso della norma sugli extra profitti. Sono alcune delle anticipazioni che il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti ha confermato sulla legge di bilancio 2023, rispondendo alle domande dei parlamentari ieri durante l’audizione sulla nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef). Giorgetti calcola che la legge di bilancio possa essere approvata e arrivare in Parlamento e trasmessa a Bruxelles entro tre settimane: «Gli uffici stanno lavorando al massimo, al 100% anzi al 110% delle loro forze» ha chiosato il ministro.
I conti della manovra 2023. La parte del leone delle risorse, 21 miliardi di euro, saranno destinati interamente alla mitigazione degli effetti del caro energia su imprese e famiglie.
Alcune risorse potrebbero arrivare dalla rimodulazione del reddito di cittadinanza, altre dalla revisione selettiva del superbonus edilizio. Un primo provvedimento sull’energia arriverà con il Dl aiuti quater, annunciato già per oggi, in Consiglio dei ministri. «Con il prossimo decreto-legge saranno confermate, anche per dicembre 2022, le misure che riconoscono, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, contributi straordinari, sotto forma di crediti d’imposta, per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale» ha annunciato Giorgetti. Inoltre sarà prorogata fino al 31 dicembre 2022 la riduzione delle aliquote di accisa sul carburante.
Flat tax incrementale e extraprofitti. Per il capitolo fiscale, il ministro ha confermato e messo ordine sulle indicazioni delle novità che arriveranno dalla manovra 2023. Oltre l’innalzamento della soglia del regime forfettario, che il sottosegretario alle attività produttive Massimo Bitonci ha confermato sarà a 85 mila euro, allo studio del governo c’è anche l’ampliamento della flat tax incrementale. «Un regime sostitutivo opzionale», spiega Giorgetti, «per i contribuenti titolari di redditi da lavoro o di impresa non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti».
Per il futuro il governo pensa anche ad un intervento sugli extraprofitti per accumulare altre risorse. «Sicuramente ci sarà una proposta da parte del governo sugli extraprofitti, stiamo cercando di mettere a terra un sistema che funzioni e produca risultati». Al vaglio anche la possibilità, per contrastare il caro inflazione, di introdurre una misura simile a quella già applicata in Germania che consenta alle imprese di riconoscere ai dipendenti una indennità fino a 3.000 euro con esenzione totale delle tasse. Infine per l’erogazione del bonus sociale, Giorgetti ha ipotizzato dal primo gennaio un rafforzamento dell’Isee precompilato.
Superbonus. Giorgetti ha ribadito più volte di non aver «mai visto una misura che costa tante risorse per cosi pochi». Rispondendo alle domande dei parlamentari è tornato sul meccanismo del Superbonus evidenziando che «Ci sono bonus e bonus per esempio l’antisismico merita attenzione», con riferimento al terremoto di ieri nelle Marche, «ripeto: razionalizzazione, esistono dal 1997 con forme percentuali diverse e continueranno a esistere probabilmente non nelle forme che esistono oggi, razionalizzazione, non eliminazione, ma stiamo attenti ed evitiamo di dire che i crediti devono circolare liberamente, non dobbiamo proprio dirlo, è meglio per tutti e in particolare per lo stato italiano», ha concluso. Sempre sul superbonus, a sostegno dell’idea della revisione Giorgetti ha calcolato che sulla misura c’è uno scostamento complessivo di 37,8 miliardi di euro sull’intero periodo di previsione, che potrebbe pregiudicare l’adozione di altre tipologie di intervento».
